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Ausl: «Vignola, Sassuolo e Castelfranco: qui l’epidemia corre più veloce»

Giovanni Balugani
Ausl: «Vignola, Sassuolo e Castelfranco: qui l’epidemia corre più veloce»

Il direttore dell'azienda sanitaria di Modena Antonio Brambilla: «Sono le zone con l’incidenza maggiore. I nuovi ricoverati hanno tra i 40 e i 59 anni»

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MODENA. Numeri in aumento, sia nella diffusione del contagio sia nei ricoveri. Il quadro che il direttore dell’Ausl Antonio Brambilla dipinge per la provincia di Modena non è roseo.

I numeri dei ricoveri si fanno preoccupanti. Al 10 marzo erano 499, ci cui 409 nelle aree mediche Covid, 33 in subintensiva e 57 in Terapia intensiva. La disponibilità nell’intera provincia di posti letto è di 564, così distribuita: 468 area Covid, 32 subintensiva e 64 Terapia intensiva. Per avere un’idea di quanto siano cresciuti rapidamente i numeri, basti pensare che in due settimane le aree di intensiva e subintensiva sono cresciute di 34 ricoveri (+61 per cento), mentre nelle altre aree mediche l’aumento è stato di 171 ricoverati (+72 per cento).

«Tutti i giorni bisogna aggiustare qualcosa, l’equilibrio sui posti per i ricoveri Covid non è semplice da trovare», ha spiegato Brambilla che sottolinea anche come l’età media dei ricoverati si stia abbassando. «E sembra che i ricoverati stiano un po’ peggio, come accade in altre province della regione e non solo. I nuovi ricoverati hanno in media tra i 40 e i 59 anni, per un trend quindi verso i più giovani, sia come ricoveri sia come contagi».

«Abbiamo un’unità di crisi - ha proseguito - che si occupa di sistemare posti letto e si riunisce tutti i giorni. Ogni giorno monitoriamo, anche per destinare altri posti letto ad altri nuovi ricoverati. Aver bloccato su input della Regione i ricoveri programmati ha inciso, ma stiamo gestendo grandi numeri anche di soggetti non-covid. È la grossa differenza rispetto alla prima ondata dove avevamo invece bloccato tutto. Ma stiamo cercando di mantenere l’attività ordinaria, soprattutto in area medica».

Ci si muove su un filo sottile: «Stiamo cercando di mantenere un equilibrio che non è semplicissimo, valutando giorno per giorno come affrontare la situazione e auspicando che gli ultimi provvedimenti permettano di alleviare la pressione su strutture ospedaliere. Al Policlinico fino a 10 giorni fa l’attività di chirurgia era ripresa all’80-85 per cento ma nelle ultime settimane il trend ci ha rimesso in difficoltà, stiamo cercando di gestire e siamo in grado di riadattare e ridestinare posti letto».

LE ZONE DELLA PROVINCIA

Il virus non è diffuso allo stesso modo in tutta la provincia, ci sono zone molto più a rischio rispetto ad altre. Per spiegarlo Brambilla mostra i dati relativi al tasso settimanale di incidenza per 100mila abitanti: la media della provincia è di 427 (la settimana precedente era 381).

Ecco il dato per distretto sanitario: Carpi 289, Mirandola 234, Modena 349, Castelfranco 478, Sassuolo 677, Pavullo 263, Vignola 629. Si nota subito come la situazione peggiore sia nel distretto ceramico e nella fascia a ridosso del Bolognese. Un andamento pessimo che si riscontra anche nei ricoveri. Ogni centomila abitanti ci sono 93,6 ricoverati a Sassuolo, 99,1 a Vignola, 70 a Castelfranco, 56,3 a Modena, 54,6 a Mirandola, 71,4 a Pavullo e 47,5 a Carpi. Infine l’ultimo dato rilevante è l’Rt, cioè l’indice di contagio: la media provinciale è di 1. —

GIB

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