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La notte al “Nuvolari” e le cinque pizze per i migranti afghani

Elena Pelloni
La notte al “Nuvolari” e le cinque pizze per i migranti afghani

Savignano si è attivata per accogliere i profughi trovati nel camion di legname 

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Elena Pelloni

Savignano. Hanno dormito presso il centro sportivo Tazio Nuvolari i 5 ragazzi afghani arrivati mercoledì a Savignano, tramite un passaggio inconsapevole dato loro da uno dei trasportatori di Legnami Toschi. Partiva da Timisoara (Romania) martedì mattina il rimorchio pieno di pannelli di legno diretto nella ditta di Garofano ed arrivava mercoledì pomeriggio a destinazione. Durante le operazioni di scarico merce l’incredibile scoperta: 5 profughi, dai 15 ai 20, avevano viaggiato con poche provviste ma infinita tenacia rinchiusi nel rimorchio dei rifornimenti di Toschi. Erano in viaggio da oltre tre settimane e avevano attraversato, dopo l’Afghanistan, Grecia, Serbia e Romania. «I ragazzi, previa verifica di tampone negativo, sono stati reidratati e poi dimessi dall’ospedale - racconta il sindaco di Savignano, Enrico Tagliavini, tra i primi ad essere informato dell’accaduto e a mettersi in moto per aiutare i giovani - Quindi la corsa per trovare coperte, abiti puliti e caldi. Viaggiavano muniti solo di un piccolo zainetto e di qualche sportina di plastica con dentro coperte o abiti sporchi e logori. Abbiamo poi deciso di andare a prendere cinque pizze e di offrirle loro, almeno perché sapessero che, qualunque sarà il loro destino, sono arrivati in una terra ospitale. Loro ci hanno ringraziato tanto, con parole e sorrisi». Ora, le loro strade si divideranno: i minori sono stati presi in carico dal Servizio Sociale e verosimilmente saranno ospitati in una comunità. I maggiorenni dovranno invece seguire l’attuale iter in materia di clandestinità, per cui verranno valutati i loro requisiti per ottenere, o meno, asilo nel nostro Paese. «Questa mattina (ieri, ndr) hanno lasciato Savignano insieme ai carabinieri, che ringraziamo per la professionalità, l’umanità e la sensibilità con cui hanno trattato questo caso - prosegue Tagliavini - Immagino sappiate che l’Afghanistan è uno tra i Paesi più poveri al mondo, costretto ormai da quarant’anni a vivere in guerra. Un Paese in cui, ragazzi come quelli che abbiamo incontrato ieri, in molti casi da quando sono nati, hanno conosciuto solo fame, guerra e violenze – e conclude - Auguriamo quindi a questi ragazzi di raggiungere quello che cercano». —

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