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«Spesso i più poveri sono i più penalizzati sulla sicurezza»

«Spesso i più poveri sono i più penalizzati sulla sicurezza»

La Fiab avverte: c’è chi in difficoltà finanziaria è costretto a risparmiare sulle dotazioni 

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l’intervento / 2

Dei rischi a cui vanno incontro i ciclisti c’è piena consapevolezza all’interno della sezione modenese della Fiab, la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta. Con retrogusto amaro.

«Vedo tanti ciclisti che alla sera non usano le luci – nota il presidente Eugenio Carretti – e spesso si tratta di extracomunitari che magari tornano dal lavoro. È una cosa che mi fa pensare: penso che magari si trovano in condizioni economiche difficili, con problemi anche a mettere assieme i soldi per la cena, e che per risparmiare qualcosa si mettono sulla bici senza niente, come si faceva una volta. Forse anche perché non hanno una chiara percezione del pericolo o non hanno ricevuto un’adeguata educazione alla sicurezza. Fatto sta che più si è disagiati, meno si pensa a queste cose, facendo un errore gravissimo».

Tutti gli anni la Fiab modenese dedica un evento alla sensibilizzazione sui corretti comportamenti di guida sulla bici, con le dotazioni necessarie: l’anno scorso è saltato per la pandemia, ma lo si vorrebbe riproporre al più presto: «Quello della visibilità, soprattutto notturna, è un tema quantomai sensibile, su cui non si finisce mai di sensibilizzare – osserva – specie se si pensa, come me, a una circolazione delle biciclette soprattutto su strada. È vero che servirebbe un cambiamento culturale, ma a 360 gradi: al di là delle ciclabili, se in citta si circolasse con il limite dei 30 km/h tanti rischi verrebbero ridimensionati». —

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