Gazzetta di Modena

Modena

I DISSERVIZI IN MONTAGNA 

Uffici postali chiusi o aperti pochi giorni «Cittadini penalizzati»

Daniele Montanari
Uffici postali chiusi o aperti pochi giorni «Cittadini penalizzati»

Paladini sindaco di Montefiorino ha scritto una lettera al prefetto e Bonucchi di Montecreto alle prese anche con la chiusura del Banco Bpm gli fa eco

3 MINUTI DI LETTURA





Daniele Montanari

Continua la lotta dei piccoli comuni dell’Appennino per riavere servizi postali “normali” e non più segnati da restrizioni anti-Covid che da emergenziali sembrano ormai diventate la normalità. Complicando a dismisura la vita della gente che vive qui, spesso anziana e con difficoltà a spostarsi. L’ultimo caso si leva da Montefiorino, in modo ufficiale. Riguarda l’ufficio di Farneta, che continua ad essere aperto solo un giorno alla settimana, dei tre che erano prima del virus. Un giorno solo è davvero poco: inevitabili le lunghe code, spesso formate proprio dagli anziani. A parte l’esposizione alle intemperie, si creano inevitabilmente per paradosso quegli assembramenti che le disposizioni anti-Covid vorrebbero evitare. Il sindaco Maurizio Paladini non avendo ricevuto riscontro ai solleciti, ha scritto non solo alla direzione Poste di Modena ma anche alla Prefettura. «Considerato il ruolo strategico che l’ufficio svolge a servizio delle frazioni di Farneta, Gusciola e Macognano – si legge - preso atto del permanere dell’orario di apertura un solo giorno alla settimana, con gravi disagi agli utenti costretti a lunghe e deleterie file di attesa a cielo aperto e in balia del meteo, chiedo il ripristino immediato dell’orario di apertura pre-Covid, stabilito in tre giorni settimanali, al fine di dare un’adeguata e decorosa risposta alle necessità dei cittadini». Da una dorsale all’altra dell’Appennino: a Montecreto, dove si è conclusa la raccolta firme per chiedere che dai tre giorni di apertura attuali si torni ai sei pre-Covid. E venga scongiurata la chiusura della filiale del Banco BPM, perché c’è anche questo taglio da giugno. Appoggiata sia dalla maggioranza che dall’opposizione, ma anche dai gestori dei locali, l’iniziativa ha visto raccolte 500 firme raccolte per parte su una popolazione di neanche 900 abitanti. «C’è stata un’adesione importante - sottolinea il sindaco Leandro Bonucchi - e forte di questa siamo tornati alla carica nel richiedere i nostri servizi. Sulla banca purtroppo senza intravedere alcuno spiraglio. Ribadita quindi la chiusura a giugno: mi sarei aspettato, specie di questi tempi, un richiamo al senso di servizio. Altrimenti a cosa servono i discorsi e gli investimenti per il rilancio della montagna? Le Poste invece hanno dato qualche elemento di speranza, palando anche di possibile istallazione del Postamat: speriamo bene». «Vorremmo ringraziare i cittadini di Montecreto e tutti coloro che hanno partecipato alla raccolta firme e fatto sentire la loro voce nella battaglia per conservare il più possibile i servizi in montagna - commenta per l’opposizione Nadia Bonucci - 500 firme raccolte in due settimane in una situazione emergenziale non sono poche. Noi non ci rassegniamo, neanche alla perdita della banca. Che peraltro svolgendo il servizio di tesoreria per il Comune, almeno fino alla scadenza del contratto ha obblighi da adempiere. È quindi più che mai necessario chiedere un confronto. I servizi di prossimità sono la vita dei piccoli centri: ne abbiamo avuto prova in questi giorni anche sul fronte sanitario con la sinergia di grande sensibilità tra Avap (che ha offerto il locale) e farmacia di Montecreto (che ha dato la professionalità) per permettere di effettuare anche qui test sierologici e tamponi nel rispetto di sicurezza e privacy». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google