Via Ortigara in coro «Noi dimenticati»
Le famiglie che vivono nella strada della frazione di Gaggio «Buche, cartelli pericolosi ed energia elettrica “ballerina”»
Alberto Poppi
Castelfranco. Nell’immediata periferia di Gaggio, frazione di Castelfranco, via Ortigara si estende per quasi un chilometro, con due curve a gomito e la banchina resa in gran parte impraticabile dallo sbriciolarsi del manto stradale.
Una situazione, questa, sulla quale si è spostato il mirino di chi in quella via ci vive. «Non è tutto – interviene Marta Savoiardi, portavoce del gruppo di abitanti che reclamano un intervento – perché per l’intera lunghezza il tratto è segnato da buche ampie e profonde».
Il primo intervento di asfaltatura, ricorda il cittadino di Gaggio, risale a 35 anni fa, quando le famiglie residenti a proprie spese resero praticabile il percorso. Quindi il racconto di chi abita in via Ortigara continua. Il ragionamento si collega a quei lavori pagati dal cittadini diverso tempo fa: «Poi il Comune, che si era impegnato alla manutenzione regolare, intervenne una sola volta, nei primissimi anni Novanta, per colmare i primi disfacimenti. Quello che non capiamo – prosegue la signora – è il motivo per cui soltanto la via dove abitiamo non sia soggetta ad alcun intervento di manutenzione e presenza della segnaletica orizzontale, regolarmente adeguate in tutte le tratte circostanti, che non registrano problematiche del genere».
E a proposito di segnaletica, il grande cartello divelto dai camion che trasportavano i massi per tappare la falla sull’argine del Panaro, nel dicembre scorso, rischia di cadere. «Da anni mi rivolgo agli uffici comunali per sollecitare un intervento, inutilmente. Ho perso il conto delle telefonate, e nel 2019 ho inoltrato due lettere all’ufficio tecnico, ma alle parole non sono seguiti i fatti. Anche sulle pagine social istituzionali varie volte ho elevato proteste, ottenendo la promessa di un sopralluogo che il sindaco avrebbe fatto personalmente: a oggi non si è visto nessuno»: prende la parola Marta che continua il viaggio nella zona di Gaggio.
A questo punto si entra nel dettaglio. Si dà una lettura più precisa dei disagi e dei problemi dell’area. Il gruppo di case dal civico 1 al 3, e quello della trasversale via Buonvino dal 13 al 18, subiscono l’interruzione dell'energia elettrica in occasione di ogni forte temporale, «e diverse volte siamo rimasti al buio anche per due giorni consecutivi», lamentano le famiglie Sanfilippo, Nasi, Martinelli e Carnevali. «Anche questa lacuna è espressione di un abbandono che non riusciamo a comprendere», chiosano in coro.
Il pericoloso disagio per la viabilità coinvolge qualcosa come venti famiglie, senza considerare i molti adulti e bambini che – con biciclette, motorini, monopattini – dalla primavera all'autunno passano di qui per raggiungere Villa Sorra: «Con buche profonde oltre 10 centimetri, e l’asfalto che si stacca a grossi blocchi, è un miracolo che nessuno si sia fatto male», interviene Marisa Trebbi. «Non ci diamo affatto per vinti, anzi – conclude – e come cittadini onesti chiediamo che venga fatto quel che è giusto per risolvere la situazione che si è venuta a creare nel tempo». —
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