Cassa d’espansione e collaudi Minoranza e sindaco divisi
Zanoli: «È tempo di fare la prova per fugare ogni dubbio e anche paura» Zuffi: «La Protezione Civile prima faccia valutazioni per scongiurare rischi»
Elena Pelloni
SAN CESARIO. Per quanto a San Cesario siano tutti concordi sulla necessità di accelerare con il collaudo della cassa d’espansione sussidiaria, discordanti rimangono i punti di vista in merito. Anche per questo è stata indetta, stamattina, una conferenza da parte delle liste civiche Rinascita Locale e Nuovo San Cesario. Si svolgerà in prossimità delle casse d’espansione di Sant’Anna e uno sarà il tema all’ordine del giorno: «Perché ci sono ancora tanti dubbi in merito al collaudo della seconda cassa?». A chiederselo è Mirco Zanoli, consigliere per Rinascita Locale, portavoce di un ulteriore emergente problema in merito. «Raccogliamo da diversi cittadini di Sant’Anna una preoccupazione più che legittima – spiega il consigliere – Perché il sindaco si è detto dubbioso in merito a un possibile collaudo della sussidiaria? Questo ha fatto sì che molti immobili di quell’area fossero messi in vendita a causa di questo allarmismo infondato. Noi ci fidiamo di Aipo, le arginature sono state controllate nel 2014 e sinceramente non capiamo perché si debba aspettare ancora». «Pare che si tratti di un’opera creata per motivi burocratici – prosegue Zanoli – Ho già depositato un’interrogazione in merito e spero che il Comune e Aipo si attivino per dare risposta. In quel testo, del 1985, non viene specificato a cosa servisse la cassa – e a proposito del giorno della rotta, il 6 dicembre, si chiede - Perché non hanno utilizzato la cassa per mantenere l’acqua a monte e favorire le operazioni di chiusura della falla?».
«I miei timori non nascono assolutamente dalla possibilità di un collaudo. Anzi, siamo stati noi a sollecitare Aipo nel 2019». A rispondere è il sindaco Francesco Zuffi che si dice fiducioso ma cauto nel rispetto dei suoi cittadini. «Abbiamo chiesto una cosa precisa – illustra – vogliamo essere coinvolti in tutta la fase preparatoria del collaudo. Non ho alcun timore sul suo funzionamento. Parlano i fatti e la cassa principale con l’ultima piena ha retto più che egregiamente, lo ha dichiarato nel suo documento la commissione tecnica istituita dalla Regione». Quello che Zuffi vuole scongiurare è l’esposizione al rischio, seppur minimo, dei cittadini di Sant’Anna. Una volta invasate entrambe le casse, l’acqua raggiungerebbe la sua estensione massima. «Il collaudo serve appunto per testare la bontà di un’opera. Esiste una possibilità su un milione che in prova qualcosa non vada come programmato? Bene, voglio che prima di quel momento la Protezione civile abbia fatto le sue valutazioni e che tutti gli abitanti dei tratti arginali siano stati messi in sicurezza». E sui dubbi sollevati dalle opposizioni risponde: «Sui documenti del 1985 dovrà esprimersi Aipo. Io, per ora, non posso né negare né sottoscrivere. Aggiungo una cosa: Aipo ci avvertì, la notte del 6 dicembre, sulla possibilità d’invasare anche la seconda cassa. Per questo – e conclude – fatico a credere sia un’opera fatta solamente per la carta. Sulle operazioni idrauliche di quel giorno, poi, rimando i dubbi ai tecnici». —
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