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Comparto Sant’Agostino, ok anche al secondo stralcio Lavori al via entro l’anno

L.G.
Comparto Sant’Agostino, ok anche al secondo stralcio Lavori al via entro l’anno

Via libera dalla Soprintendenza alla parte più importante del progetto E la trattativa con le imprese aggiudicatarie si avvicina alla chiusura 

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il polo culturale

Buone notizie per gli... umarells modenesi: restrizioni anti-Covid permettendo, nel giro di pochi mesi in città partirà finalmente uno dei cantieri più importanti e più attesi degli ultimi anni. Al centro c’è il progetto di riqualificazione dell’ex ospedale Sant’Agostino, dove nascerà il principale polo culturale della provincia - e uno dei più importanti d’Italia - che comprenderà anche l’area tra Palazzo dei Musei ed ex Ospedale Estense, dove il cantiere è in corso.

E se al momento il cantiere all’ex Sant’Agostino non è ancora partito, un passo importante è stato fatto nei giorni scorsi, con il via libera della Soprintendenza di Bologna, Modena, Reggio e Ferrara anche al secondo stralcio: dopo aver incassato nel 2020 l’ok alla prima parte dei lavori, ora il progetto ha ricevuto l’approvazione anche per la seconda tranche, quella più importante, perché riguarda il cuore del progetto, ovvero l’area che ospiterà gli spazi espositivi, a partire dalla Fondazione Modena Arti Visive. Un risultato importante, mentre nel frattempo tutti i passaggi formali in Conferenza dei servizi per il primo e il secondo stralcio sono stati conclusi.

A questo punto, il nodo principale da sciogliere per arrivare alla vera e propria partenza dei cantieri all’ex ospedale Sant’Agostino riguarda la trattativa con le imprese aggiudicatarie: una trattativa complessa, visto che tra i due stralci si tratta di lavori per oltre trenta milioni di euro, ma che si avvia ormai alla conclusione, tanto che il momento dell’annuncio della partenza dei lavori si fa sempre più vicino. Ma quando potremmo vedere i cantieri all’opera dunque? Su questo aspetto, i più ottimisti contano di poter vedere la rete arancione già installata entro la fine dell’estate, mentre i più realisti puntano ad una partenza effettiva entro la fine del 2021, risultato che sarebbe comunque importante considerati i passaggi burocratici e i rallentamenti legati alla pandemia.

Tornando al progetto, il primo stralcio - per il quale il via libera della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara era arrivato nel giugno del 2020 - riguarda la parte demaniale del comparto dell’ex ospedale, in concessione all’Università, destinata a ospitare il nuovo allestimento dei Musei Universitari. Un intervento che consentirà così di integrare in un unico percorso narrativo e di valorizzazione organica il Teatro anatomico, i corrispondenti Musei anatomici e i Musei scientifici. Il modello operativo che ha permesso di definire il recupero degli spazi architettonici in funzione del progetto culturale è in linea con le ultime tendenze nell’organizzazione dei sistemi museali.

Il secondo stralcio, considerato il cuore dell’intervento, riguarda invece l’area dedicata agli spazi espositivi del comparto, a partire dalla Fondazione Arti Visive. —

L.G.

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