Gazzetta di Modena

Modena

Emotion

Modena dedica i nuovi tardigradi a Greta Thunberg

Gabriele Farina
 Modena dedica i nuovi tardigradi a Greta Thunberg

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA Quattro nuove specie di tardigradi, organismi minuscoli e per gran parte misteriosi, in grado di vivere in condizioni estreme, sono state scoperte da un gruppo internazionale di ricerca coordinato dall'università di Modena in collaborazione con un’università svedese.


Una di queste specie è stata intitolata all'attivista Greta Thunberg. La scoperta - pubblicata su Scientific Reports - è avvenuta durante uno studio nella Biosfera Unesco di Kristianstads Vattenrike, nel sud della Svezia. «Abbiamo deciso di dedicare una di queste specie “Xerobiotus greta” all'attivista per il clima Greta Thunberg - spiegano da Unimore - per il coraggio, la tenacia e gli sforzi per aprire gli occhi dei leader mondiali sulla necessità di agire contro il cambiamento climatico. I risultati di Greta Thunberg ci danno la speranza che le sfide per cambiare l'insostenibile percorso delle società umane siano ancora possibili, proprio come i piccoli tardigradi sono in grado di superare sfide ambientali apparentemente impossibili».


Definiti gli «animali più tosti sulla Terra», i tardigradi non sono più grandi di un millimetro, visibili solo al microscopio. Sono detti anche 'orsetti d'acquà per il loro aspetto di piccoli orsi a otto zampe. Si possono trovare in tutto il mondo, mare, muschi, licheni, deserti, Artide e Antartide. Negli ultimi anni hanno acquisito interesse grazie alla loro capacità di seccarsi, detta “anidrobiosi”, e tornare attivi una volta che l'acqua torna a disposizione nell'ambiente in cui vivono.

Possono rimanere nello stato secco per anni sospendono il loro metabolismo e diventando capaci di resistere a condizioni ambientali estreme. Lo studio delle loro capacità potrebbe consentire di sfruttarne le straordinarie proprietà in applicazioni tecnologiche per la conservazione di cellule, organi e vaccini in stato secco per lunghi periodi.

Primo autore dello studio il ricercatore di Unimore Edoardo Massa, che ha dedicato alla nonna centenaria un’altra delle specie scoperte, “Mesobiotus emilia”. Tra i firmatari lo svedese Ingemar Jönsson dell'Università di Kristianstad, che per primo ha esposto i tardigradi al vuoto spaziale durante una missione dell'Agenzia spaziale europea.


Complessivamente, lo studio della biodiversità dei tardigradi della riserva Biosfera Unesco di Kristianstads Vattenrike, oltre alle 4 nuove specie ha portato ad individuare 29 specie, di cui 15 mai rinvenute in Svezia. Le 33 specie identificate nell'area rappresentano il 28% di tutte le specie di tardigradi trovati in Svezia e il 2,4% di tutte le specie descritte nel mondo (1354 in totale) suggerendo che la Biosfera sia un hot-spot di biodiversità anche per i tardigradi.


La collaborazione tra il gruppo di ricerca di Unimore e il prof. Jönsson è decennale, in particolare il progetto inerente lo studio della biodiversità dei tardigradi è stato finanziato dalla Reale Società Fisiografica Svedese, ed ha preso avvio con una prima raccolta di campioni nel 2014 grazie ad un soggiorno di un mese come visiting researcher del prof. Guidetti presso la Università di Kristianstad in Svezia, ed è proseguito con un soggiorno di tre mesi, da ottobre a dicembre 2018, del dottor Massa presso la stessa università. Infine, le analisi molecolari e di microscopia elettronica sono state svolte presso Unimore nel 2019.


Il Laboratorio di Evolutionary Zoology (Zoologia Evolutiva) del Dipartimento di Scienze della Vita di Unimore è uno dei leader mondiali nello studio della biologia ed evoluzione dei tardigradi. A Modena, le ricerche su questo gruppo animale hanno preso avvio grazie al Prof. Roberto Bertolani le cui prime pubblicazioni risalgono agli anni ’70 del secolo scorso, e sono proseguite con l’arrivo nel gruppo della professoressa Lorena Rebecchi, del Prof. Roberto Guidetti, della professoressa Tiziana Altiero e dei dottori Michele Cesari, Ilaria Giovannini ed Edoardo Massa.


Attualmente il laboratorio affronta le sue ricerche a livello internazionale sulla biologia, riproduzione, adattamenti ed evoluzione con approcci molecolari e morfologici, utilizzando anche le più sofisticate tecnologie disponibili al Centro Interdipartimentale Grandi Strumenti (Cigs) di Unimore. —

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google