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Operazione Perseverance. Il retroscena /E il sindaco di Modena, Muzzarelli, bloccò l’investimento mafioso

Le mosse per installare le slot in via Emilia Ovest vicino a Equitalia: «Avviciniamo Muzzarelli per avere autorizzazioni rapide»


13 marzo 2021 F.D.


MODENA Nicolino Grande Aracri aveva Roberta Tattini, la commercialista che si galvanizzava al telefono nel raccontare la caratura del proprio cliente; Giuseppe Sarcone ha invece Alessandro Sicuri come consulente fiscale in grado di agevolarlo. Ma nella schiera di colletti bianchi che non si fanno particolari scrupoli nel sostenere uomini di livello criminale ci sono anche immobiliaristi, ragionieri e geometri, tutti consapevoli di chi è Beppe Sarcone.



Emblematico in tal senso è il piano per realizzare una sala slot in via Emilia Ovest 698. Chi è pratico sa che quell’immobile ospita gli uffici di Equitalia, ma il piano di espansione su Modena della consorteria ’ndranghetista non lo vede come un particolare ostacolo. Che invece diventa insuperabile grazie al divieto di aprire sale scommesse a meno di 500 metri da luoghi considerati sensibili. E Equitalia è considerata tale dal Comune di Modena, che erge una prima barriera – seppur involontaria – al progetto di Sarcone. Il boss però insiste e ha progettato tutto: ha creato una società, o meglio due visto che la prima non va a buon fine, che chiama Atlantic City e attraverso la quale tenta di invadere il ricco mondo delle slot con tutte le sue contraddizioni e disperazioni interne.



Ognuno ha un ruolo nel piano: i prestanomi sono utili per occultare il reale proprietario della società; Mauro Coriani serve per prendere contatti con la Snai e il Comune; un geometra residente nell’anconetano si dedica alle pratiche edilizie; il commercialista Sicuri apre la posizione della società su Modena; il ragioniere prende contatti con la questura; l’imprenditore parmense offre la disponibilità a fare lavori di muratura che però vorrebbe eseguire lo stesso Sarcone per velocizzare l’apertura della sala slot.

Ma il Comune di Modena è intransigente e una serie di errori burocratici (errata pratica edilizia e mancato cambio di destinazione d’uso) faranno sfumare il piano. Eppure Sarcone (dimostrando “capacità di infiltrazione nel tessuto politico amministrativo”, scrivono gli inquirenti) non demorde, partecipa ad una cena insieme ad un paio di ristoratori modenesi: uno viene rapidamente congedato per incapacità manifesta, l’altro invece è colui che allerta il sindaco Gian Carlo Muzzarelli. In teoria avrebbe dovuto intercedere per il gruppo criminale e sbloccare tutto, ma diventa invece colui che manda all’aria il progetto. Il sindaco di Modena capisce la situazione e non fa finta di niente, anzi chiama subito il comandante del Nucleo investigativo dei carabinieri e segnala la cosa. È l’ultimo tassello che affossa in via definitiva il business della ludopatia.

«Si tratta dell'ennesima conferma dei tentativi delle mafie di entrare nei nostri territori – ha commentato Muzzarelli riguardo l’operazione Perseverance – ma anche della capacità di reazione delle istituzioni che collaborano attivamente nell'attività di prevenzione e contrasto della criminalità organizzata, così come nel sostegno alle iniziative per la promozione della legalità, in particolare quelle rivolte ai giovani». —

F.D.

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