Modena, una 28enne che ha ricevuto una delle dosi ritirate: «Dopo AstraZeneca tanta paura, ma tutto ok»
La giovane racconta la sua esperienza: "Il medico mi ha calmata, ora va meglio"
MODENA. Quando giovedì pomeriggio ha sentito le notizie sul lotto AstraZeneca ritirato, non ha resistito: è andata subito a controllare il suo certificato vaccinale sul fascicolo elettronico. E ha visto che sì, martedì, soltanto due giorni prima, le era stata iniettata una dose del “famigerato” lotto ABV2856. Potenzialmente è passata in una situazione di rischio da un momento all’altro, in un tranquillo pomeriggio che stava scorrendo tra letture e uno sguardo alle ultime notizie. Dopo che il giorno prima aveva già sperimentato i collaterali del vaccino, con le normali preoccupazioni del caso.
«Mi sono venuti subito mille pensieri e mille ansie in più» sottolinea S.D., 28enne di Modena che in città lavora come collaboratrice scolastica, ricadendo dunque nella categoria a cui è stato assegnato AstraZeneca con somministrazione affidata ai medici di famiglia. Lei dunque si è rivolta subito al suo, che aveva visto due giorni prima per il momento fatidico. «L’ho chiamato e mi ha detto che la notizia del ritiro era appena arrivata anche a lui: si stava informando per capire bene e mi ha chiesto di richiamarlo per le 19».
La prima considerazione è stata di ordine generale: «Ma è stato giusto rendere pubblico il numero del lotto prima che i diretti interessati nel fossero informati dal proprio medico?». Poi ha cercato di analizzare con mente fredda la sua situazione: «Gli effetti collaterali li ho avuti, ma nella norma: dolore al braccio, 37,5 di febbre, stanchezza e il giorno dopo in particolare un forte mal di testa. Ne ho riparlato col medico quando l’ho richiamato, e mi ha detto che era tutto nella norma e che come donna giovane in ottimo stato di salute non ho motivo in questo momento per preoccuparmi. In base alle informazioni mediche che sono circolate, infatti, non c’è ancora un nesso certo tra vaccino e rischio trombosi. Certo, sarei stata più tranquilla se il vaccino l’avessi fatto qualche giorno prima, e non a poche ore dall’esplosione del caso».
Anche per questo il dottore le ha comunque raccomandato massima attenzione nel monitoraggio su se stessa: «Mi ha detto di controllare soprattutto le gambe, per riconoscere subito eventuali segni di trombosi imminente. Devo state attenta che non si gonfino, e che non si formi del rossore con prurito: sono questi i classici segnali spia. Io fino adesso non ho riscontrato nulla, e mi sto mettendo più tranquilla: se continua così, rientro al lavoro lunedì».
Alla domanda “sapendo del lotto, lo rifaresti il vaccino?” la risposta della 28enne è immediata: «Sì, assolutamente. Sento colleghi che dicono “no, non lo faccio più” ma pur rispettando la libertà di scelta di ognuno, lo ritengo sbagliato. Perché la pandemia è una situazione che riguarda tutti noi, esigendo quindi che tutti facciamo il possibile per contenerla. Tantopiù noi che lavoriamo nel mondo della scuola, dove tocchiamo con mano il disagio e la sofferenza che da troppo tempo stanno vivendo i bambini. Deve finire al più presto, utilizzando ogni strumento utile». —
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