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modena. L’AZIENDA ELETTROMECCANICA 

Tironi, in Norvegia due trasformatori da Guinness: 240 tonnellate

Stefano Turcato
Tironi, in Norvegia due trasformatori da Guinness: 240 tonnellate

Nuova importante commessa per una centrale idroelettrica dopo il trasporto eccezionale di un “gigante” nel 2019

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Stefano Turcato

Due anni fa l’azienda Elettromeccanica Tironi era al centro dell’attenzione nelle cronache per un trasporto eccezionale da Modena alla Norvegia: un trasformatore colossale da 500 tonnellate prodotto nella sede di via Emilia Est e trasportato in Scandinavia su un Tir di 75 metri dopo avere superato gli ostacoli organizzativi e la miriade di permessi necessari. Un successo importante che sta procurando all’azienda nuove commesse di valore nel Nord Europa. Dalla stessa Norvegia la richiesta di due trasformatori da 120 tonnellate ciascuno che sono già stati realizzati e dalla Svezia per un altro colosso.

La nuova commessa norvegese, del valore di quasi 3 milioni di euro come quella precedente, riguarda una importante centrale idroelettrica nella zona di Stavanger, per la quale l’azienda Tironi è impegnata anche nel rinnovamento degli impianti: è incaricata in particolare di rimuovere, smaltire e sostituire tutte le vecchie unità.

La prima delle due macchine è già partita verso la Norvegia per un trasporto che avrà la durata di una quindicina di giorni: ora si trova in Germania e la prossima settimana raggiungerà la propria destinazione. Poi partirà anche il secondo trasformatore. Questi viaggi e i relativi trasporti sono impegnativi per l’azienda anche per le difficoltà determinate dai lavori in corso che sempre più spesso bloccano il transito lungo le principali arterie autostradali italiane. Per questo motivo, oltre che per gli interminabili controlli in atto su diversi ponti, Elettromeccanica Tironi deve fare i conti con il blocco di alcuni dei suoi “giganti”, fermi in azienda da mesi nell’attesa che siano liberate le autostrade per consentire i trasporti di carattere eccezionale.

L’impresa Tironi è nata nel 1960 e ha appena superato i 60 anni di attività. In azienda lavorano i fratelli Matteo e Marco Tironi, nipoti dei fondatori anche se lo sviluppo ai livelli attuali si deve soprattutto a loro padre Maurizio.

«Ora abbiamo 120 dipendenti – dice l’Ad Matteo Tironi – e il 2021 si sta presentando migliore rispetto all’anno scorso, quando la pandemia ha determinato difficoltà, anche se non siamo mai stati costretti a fermare la produzione». Matteo Tironi preferisce non fare previsioni ma in azienda si ritiene quest’anno possibile arrivare a una quarantina di milioni di ricavi.

«Abbiamo superato i 60 anni – continua Matteo Tironi – ma è stato mio padre il protagonista del passaggio da azienda presente solo sul mercato nazionale a realtà che ora deve all’export oltre l’80% del fatturato. Queste recenti commesse in Scandinavia sono significative e stanno portando altro lavoro. Peccato per le difficoltà nei trasporti: basti pensare che per l’impraticabilità della A1 abbiamo ferme in azienda da mesi delle macchine destinate a Milano». —

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