Gazzetta di Modena

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il grande cuore dei sassolesi 

Un orfanotrofio in Congo ristrutturato grazie Messori

Daniele Dei

L’imprenditore che da anni veste gli uomini d’affari in Africa fa beneficenza «Entro l’anno realizzeremo un refettorio e ad aprile completeremo una sartoria»

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Daniele Dei

Anche quando il contesto generale della moda non è tra i più floridi, ci sono aziende che non si dimenticano di trasmettere altri valori e di portare avanti i propri progetti di solidarietà.

L’imprenditore di Sassuolo Gianmarco Messori, seconda generazione dell’omonima sartoria di famiglia nata nel 1946, anche in piena epoca Covid continua a fornire il proprio contributo alla popolazione del Congo, dove da anni opera anche a livello commerciale con la linea per uomo. Ogni mese l’imprenditore si reca nella capitale Brazzaville e il viaggio diventa occasione per fare del bene oltre che per coltivare gli affari.

«Le persone di Sassuolo – spiega Messori – vengono alla boutique di via Radici in Piano e mi portano sempre qualcosa, sapendo della mia attività: soldi, vestiti, medicinali, giochi, quello che ritengono opportuno. Si fidano del fatto che non abbia intermediari e porti personalmente il tutto in Congo».

Nei giorni scorsi, di rientro da un nuovo viaggio in Africa, l’imprenditore ha ringraziato su Linkedin i sassolesi per la rinnovata generosità, mostrando i frutti dell’impegno di chi lo sostiene.

«Seguiamo un orfanotrofio nella foresta, poco fuori da Brazzaville – spiega Messori – ogni mese passo a trovare questi bambini. La prima volta ho trovato il tutto in condizioni precarie, ma con una grande volontà d’animo di una coppia congolese che gestisce questo posto, dove ci sono 45 bambini oltre ai loro tre figli. C’erano pochi letto a castello e a turnazione i bimbi erano costretti a dormire per terra, si mangiava all’aperto per terra su dei gradini. Coinvolgendo degli amici, Confindustria Modena e la cittadinanza sassolese stiamo riuscendo a cambiare queste condizioni». L’incontro con il “villaggio dei bambini Cardinale Emile Biayenda” è avvenuto nel 2014 quando durante una sfilata di moda all’ambasciata italiana a Brazzaville Gianmarco Messori ha conosciuto Paola Passera, una signora di Torino che ha dedicato la propria vita al benessere delle comunità congolesi, che lo ha introdotto a questa realtà.

Messori in vari stati dell’Africa veste imprenditori, politici e l’alta borghesia locale: «Grazie all’Africa stiamo riuscendo a non risentire della crisi attuale – spiega l’imprenditore sassolese, che dà lavoro a cinque dipendenti e ha un indotto di 45 persone – per questo è giusto, quando si riceve tanto bene, ridare indietro qualcosa. Quando poi vai in questi posti, capisci davvero quale sia la vera crisi economica e ti fai forza anche per quanto accade in Italia oggi».

«Quanto messo in campo è una goccia del mare – puntualizza Gianmarco Messori – ma se pensi che con mille euro lì costruisci metà di un edificio, risultati ne possiamo ottenere. Abbiamo edificato cinque plessi, con un sesto in arrivo, che chiamiamo “studi”, ovvero ambienti per due persone dedicati ai più grandi in modo che non debbano sempre convivere con i bimbi piccoli, aiutandoli ad andare verso una vita indipendente. Entro aprile completeremo una sartoria, così da portare la comunità anche a vivere di propri guadagni oltre che di beneficenza esterna. Infine, entro l’anno realizzeremo un refettorio in modo da creare un luogo dove mangiare con dignità. Dall’anno prossimo ci concentreremo su altri due orfanotrofi limitrofi». —

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