I professionisti della bellezza in piazza contro gli abusivi
Estetisti e parrucchieri si ritroveranno mercoledì insieme a sindaco e assessori «Quelle persone alimentano il mondo dell’illegalità: basta»
FORMIGINE. Basta abusivi. I parrucchieri, gli estetisti, e i gestori di altre attività di Formigine non ci stanno, e mercoledì mattina, alle nove si danno appuntamento in piazza davanti al Castello per protestare. Protestare e, al contempo, sensibilizzare la popolazione.
«Saremo una ventina di Formigine e dintorni – spiega Salvatore Spartano, parrucchiere da una quarantina d’anni, titolare del salone “Hair Styling” in città – e insieme a noi ci saranno il sindaco Maria Costi e l’assessore Corrado Bizzini».
Obiettivo della manifestazione è accendere i riflettori su quello che è un problema che, oramai, si protrae da anni e che adesso, con le chiusure, si fa sentire ancora più duro per i gestori delle attività: «Noi siamo chiusi mentre queste persone lavorano in casa, tagliando i capelli, improvvisandosi estetisti. Quello che vogliamo fare, innanzitutto, è sensibilizzare i cittadini. Gli abusivi non adottano tutte le misure di sicurezza che adottiamo noi. Andando in casa da loro rischiano di contrarre il virus».
E poi, comunque: «Oltre il danno la beffa perché mentre noi siamo costretti a tenere chiuse le nostre attività loro lavorano di più. Sindaco e assessore si sono mostrati sensibili a questa situazione, perché chi va nelle case per usufruire di certi servizi, alimenta l’illegalità. È importante per noi avere il sostegno dell’amministrazione comunale».
Un problema che va avanti da anni e che, testimonia Spartano in qualità di portavoce di tutti gli altri suoi colleghi, negli ultimi tempi è peggiorato, con questi “abusivi” che attaccano in giro bigliettini in cui offrono i loro servizi, senza nascondersi, alla luce del sole. Ecco perché, dopo essersi confrontati, i lavoratori hanno deciso di organizzare la protesta, stanchi della situazione ormai difficile da gestire e anche amara da sopportare visto anche il periodo.
«Io e i miei colleghi – continua – speriamo che questa manifestazione sia solo l’inizio per smuovere qualcosa. Vogliamo lanciare un segnale». —
S.P.
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