Il camionista in fuga era alla guida drogato
Le analisi, in ospedale, hanno chiarito che il camionista belga 47enne, bloccato a Sassuolo dopo una fuga, era alla guida del tir sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Ennesima accusa – emersa ieri nell’udienza di convalida dell’arresto in tribunale a Reggio Emilia – visto che lo straniero è nei guai anche per danneggiamento, violenza e resistenza a pubblico ufficiale.
Una serie di speronamenti ad altri camion, con tanto di inseguimento dei carabinieri, a cui ieri, in aula, il 47enne non ha saputo dare spiegazioni plausibili, visto che è apparso molto confuso, si è espresso un po’ in francese e un po’ in inglese, ma sono stati tanti i »non ricordo», rimarcando solo che non vuole tornare in Belgio «perché mi uccidono».
Il pm Iacopo Berardi ha poi chiesto per il camionista il divieto di dimora nel Reggiano, misura restrittiva a cui si è opposto l’avvocato difensore Massimo Covi: «Non vi sono esigenze probatorie, non c’è pericolosità, il mio assistito va rimesso in libertà». Tesi difensiva che ha convinto il giudice Simone Medioli Devoto. Il 47enne è ora libero – sarà processato a metà aprile – ma in evidenti difficoltà economiche e non può contare sul tir che guidava, perché dal Belgio verrà la ditta a riprenderselo. Secondo la ricostruzione dei militari, l’autotrasportatore ha prima tamponato un altro veicolo durante una manovra di parcheggio, poi ha urtato un tir che si era messo di traverso per impedire che si allontanasse dopo aver provocato l’incidente. Guadagnato il passaggio con la forza, l’autista ha cominciato a vagare per le strade del comprensorio ceramico, guidando in maniera pericolosa. Durante l’inseguimento un carabiniere di Casalgrande che stava cercando di bloccare l’autista è stato aggredito con calci e pugni, tanto da farsi medicare in ospedale, dove ne è uscito con una prognosi di 7 giorni. —
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