Quei complimenti di Sarcone ai carabinieri
L’ultimo boss della famiglia omaggia gli investigatori durante un’intercettazione in cui medita anche di andarsene dall’Emilia
Forse non c’era neppure bisogno del suo riconoscimento e di certo loro non avrebbero comunque gradito, ma la bravura dei carabinieri di Modena e del Nucleo Investigativo che da anni è sulle tracce degli ’ndranghetisti emiliani è confermata anche da Giuseppe Sarcone Grande.
L’ultimo boss della famiglia, arrestato venerdì all’alba nell’indagine Perseverance, si lascia andare ad un omaggio agli investigatori, definizione che abbraccia anche i pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia. Lo fa in una conversazione intercettata, esplicativa della situazione che la famiglia sta attraversando nel gennaio 2018 quando i carabinieri di Modena scendono a Cutro per arrestare il fratello Carmine. Quest’ultimo è considerato il nuovo reggente della cosca dopo gli arresti di Nicolino e Gianluigi e ora si trova in carcere dopo la condanna a 10 anni di carcere, confermata in Appello. Peppe Sarcone Grande si confronta con le donne di famiglia e si lascia scappare un paio di frasi che appaiono emblematiche della tensione che sta vivendo. Sa di essere rimasto l’ultimo in libertà, conosce il passato di Nicolino Sarcone, prova a giustificare gli altri fratelli («Sono dei lavoratori») e soprattutto medita di andarsene da Reggio e dall’Emilia. «Bisogna che veramente qua... ce ne dobbiamo andare tutti. Poi vengono e ti trovano». Ed è proprio la certezza che gli investigatori abbiano fatto enormi passi nel loro lavoro emerge da quella sorta di omaggio che rende loro. Il 59enne è un uomo d’onore, non nel senso del gergo malavitoso – su questo dovranno esprimersi i giudici – quanto nella consapevolezza che è parte del complesso meccanismo che regola il mondo ’ndranghetista nel quale le forze dell’ordine sono i nemici che combattono senza mezzucci e con altrettanta professionalità.
Sarcone Grande sa che gli inquirenti sono abili raccoglitori di dati, bravi nell’incrociarli e analizzarli. Anche quelli economici. «Vedi che questi... Nessuno è scemo. O li vogliamo far passare per scemi? Questi hanno guardato tutte le cose. Ti pensi che non lo sanno che noi se riusciamo a fare la spesa è già tanto – dice riferendosi alla discrepanza tra i redditi dichiarati e lo stile di vita adottato – Ti pensi che non lo sanno chi è andato in ferie e chi non c’è andato. Loro ormai schiacciano un computer e ti dicono quanto ti vuole a pagare il gas, quanto ci vuole a pagare la spesa, quanto ci vuole a tenere una macchina. Perciò ti dice: questo che lavoro sta facendo? Quanto sta guadagnando?». E proprio il tenore di vita di Sarcone non passa inosservato, lui soldi da investire ne ha, come nel progetto per la sala slot a Modena o nei bar o nelle società edili. —
F.D.
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