«L’eccidio di Navicello è un esempio per oggi»
Il sindaco Nannetti omaggia le vittime del rastrellamento «Il loro senso di responsabilità ci guidi in questo periodo»
Elena Pelloni
nonantola. Non importa come, ciò che conta è ricordare. È questo il senso profondo della commemorazione a Navicello, in memoria dei caduti nell’eccidio nazifascista del 1945. Per ragioni di sicurezza legate al nuovo picco di contagi, i sindaci di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, Bomporto (Angelo Giovannini) e Nonantola (Federica Nannetti) hanno svolto la cerimonia con la sola presenza delle forze dell’ordine e del presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (Anpi), Lucio Ferrari. Undici i partigiani che persero la vita il 9 marzo del ’45, a poco più di un mese dalla simbolica data del 25 aprile, giornata della Liberazione. Per la morte di due soldati tedeschi, dura fu la reazione di vendetta nei confronti della brigata partigiana Walter Tabacchi. Il Comando tedesco, insieme alla Brigata nera di Nonantola, organizzò un rastrellamento nell’area tra Campazzo, via Larga e Villavara.
A Federica Nannetti è stato affidato il discorso commemorativo in questo 76° anniversario. «Quinto Bozzali, Agostino Ferriani, Ivano Garuti, i fratelli Pietro e Valentino Gasparini, Renzo Grenzi, Huber Panza, Fabio Pellacani, Eugenio Tavoni, Ivaldo Vaccari (medaglia di bronzo al valor militare) e Angelo Zambelli» chiamando per nome, uno ad uno, i martiri dell’eccidio, ha voluto rinnovare l’impegno civile che ancora oggi chiama ogni persona a fare la propria parte nella storia. «Questi uomini e queste donne contribuirono con il proprio esempio ad affrancare il presente e a rendere possibile un futuro libero e democratico – ha detto – Lo stesso futuro che ancora oggi noi abbiamo il dovere di garantire ai nostri giovani. Il senso di responsabilità verso i propri doveri nei confronti degli altri, oggi più che mai, con una pandemia mondiale in atto, assume ancora più valore e un nuovo significato. Perché la responsabilità individuale diventa impegno comune, ogni giorno».
Lucio Ferrari, presidente Anpi, si è unito al ricordo espresso dal sindaco di Nonantola di Aude Pacchioni, la partigiana Mimma, scomparsa il 12 gennaio. «Come far vivere nel tempo futuro la testimonianza come esperienze da proporre ai giovani? Riteniamo indispensabile trovare una forma di narrazione della memoria. L’abitudine di raccontare le vicende famigliari ai propri figli e nipoti si è in gran parte perduta, ma può essere ripresa come modello narrativo per raccontare la Resistenza. Perciò stiamo elaborando un progetto di “testimoni dei testimoni”, ovvero di coloro che hanno conosciuto i partigiani e ne possono tramandare la memoria e le tensioni emotive». —
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