Assalti ai bancomat, catturata la banda
Tre anni di assalti ai bancomat, almeno 30 colpi contestati sempre con l'esplosivo, che avevano fruttato un bottino complessivo di 1,5 milioni di euro. Sono stati i carabinieri del reparto operativo di Verona a mettere fine ai raid di una banda di etnia sinti, specializzata negli assalti. In carcere sono finiti 7 uomini di età comprese tra i 24 e i 50 anni; sono state sequestrate 2 pistole rubate, 7 congegni esplosivi, un'auto rubata e numerosi strumenti d'effrazione. Tra gli episodi anche quello avvenuto a Legnago l’anno scorso quando i banditi spararono contro i carabinieri con i kalashnikov per evitare gli arresti.
A Modena il gruppo ha fatto tappa il 29 agosto 2020 in una notte che garantì loro 90mila euro di bottino. Arrivarono da Sasso Marconi dove fecero esplodere il bancomat incassando 40mila euro e poi ne rimediarono altri 50mila a Mantova in quello che può essere considerato un’azione riparatrice. Perché qui il colpo fallì. Erano in 4, a bordo di una Hyundai I30 Sport, armati di pistola: si fermarono alle Poste di via dell’Artigianato, ma qualcosa rese impossibile l’innesco della la “marmotta” per fare esplodere il Postamat. A quel punto scattò la fuga nella notte con direzione la Lombardia. Il modello operativo della banda era sempre lo stesso: il gruppo raggiungeva l'obiettivo con potenti autovetture rubate, alle quali erano state applicate targhe contraffatte. Mentre alcuni presidiavano l'area armati, gli altri, usando utensili fabbricati artigianalmente, inserivano il congegno esplosivo nel dispositivo bancomat. —
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