Contromisure cercansi: «Assumere più ispettori e fare controlli mirati»
Questa fase così di peggioramento degli indici da attenzionare richiede «un impegno straordinario per garantire il diritto al lavoro pulito e il sostegno all'imprenditoria in regola col fisco coi contratti di lavoro e con la concorrenza leale, e chiusa alle insinuazioni mafiose». Lo sottolinea la Cgil, che propone una serie di contromisure.
Innanzitutto, il rafforzamento degli organici del personale ispettivo: «Sono meno di 1.700 in tutta Italia per effetto del blocco delle assunzioni – spiega Franco Zavatti – è urgente il potenziamento d’organico».
In seconda battuta, va esteso il coordinamento e la collaborazione operativa dei vari enti investigativi ed ispettivi sul territorio «ma qui – nota – partiamo già da un buon livello». Poi bisogna promuovere concretamente e sostenere, a livello di istituzioni locali, progetti di informazione e formazione «per spingere l'imprenditoria ad allontanarsi dalle irregolarità malavitose (evasioni-connivenze). Allo stesso modo va consolidata l’operatività dei tavoli provinciali per la legalità, così come bisogna introdurre nei protocolli il vincolo per la corretta applicazione dei contratti nazionali e la continuità occupazionale nei cambi di appalto .
«Tutte proposte – precisa Zavatti – ben presenti e motivate a livello regionale nel “Patto per il lavoro e per il clima”, che ha raccolto l'adesione di tutte le parti istituzionali, sindacali e anche imprenditoriali. Dovrà essere ben diffuso ed attuato nelle tante pratiche preventive, a partire da efficaci controlli nei percorsi degli ingenti investimenti anti-crisi che avverranno anche nella nostra regione. Meno burocrazia, ma controlli più efficaci e mirati». —
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