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La rabbia delle forze di sinistra «Tradita la storia della città»

La lista civica contesta la scelta «Smantellamento progressivo del sistema per l’infanzia» Anche Rifondazione attacca: «Assenza totale di un progetto»

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«Il governo parla di nuove assunzioni nella pubblica amministrazione e il Comune che fa? Attua un piano occupazionale che, al contrario, esternalizza due materne e due nidi. Non ci sono più giustificazioni, la scelta della giunta Muzzarelli è l’esternalizzazione per giungere alla privatizzazione e allo smantellamento progressivo dei servizi per l’infanzia». Ad attaccare la giunta è il laboratorio politico Modena Volta Magina: «Il piano prevede che l’anno prossimo altri due servizi passino a Cresciamo - spiega Volta Pagina - e così anno dopo anno, finché il Comune si disferà totalmente del servizio 0-6 che fu l’orgoglio della città. Eppure nidi e materne furono attuati con l’impegno corale della città, di insegnanti, famiglie e amministratori di sinistra. Oggi la giunta tradisce quella storia». Secondo il laboratorio di sinistra, dunque, «alla fine di questa esternalizzazione, premessa alla privatizzazione, ci saranno gravi conseguenze economiche e didattiche: le prime ricadranno sulle spalle delle insegnanti, e quelle didattiche sui più piccoli, che saranno affidati alle insegnanti precarizzate delle Coop. E non si tratta nemmeno di una scelta necessaria - chiude Volta Pagina - visto che la vicina Bologna, che ha servizi scolastici altrettanto sviluppati, ha deciso l’opposto: reinternalizzerà nidi e scuole d’infanzia e abbandonerà le privatizzazioni. Questa è la via giusta».

Dello stesso avviso Rifondazione comunista: «L’annuncio del passaggio di altre 4 scuole dell’infanzia alla Fondazione è come le coliche del terzo mese - spiega la segretaria cittadina Judith Pinnock - ogni neo genitore si augura che non arrivino ma eccole lì, moleste e inevitabili. Da tempo Rifondazione comunista segnala tutti i problemi che derivano dall’affidamento di un bene pubblico in mano a soggetti privati. In questo caso parliamo di una fondazione che, sebbene sia interamente pubblica, si muove come un soggetto privato a tutti gli effetti. Ciò che continua ad accadere periodicamente - incalza il Prc - segnala un gravissimo problema politico, cioè l’assenza totale di una progettualità da parte dell’amministrazione, nemmeno di una di stampo liberista, che pure contesteremmo ma che almeno indicherebbe la presenza di un pensiero». —

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