Il Consorzio del Lambrusco approva il rinvio di Vinitaly
«Avevamo già dato parere negativo alla possibile edizione di giugno ma siamo contrari anche all’ipotesi di rinviare la rassegna a settembre»
«Siamo assolutamente d’accordo con il dottor Mantovani, i dirigenti della Fiera di Verona e i presidenti delle Organizzazioni di filiera nel valutare che Vinitaly 2021 deve essere rinviata»: si esprime in questo modo Claudio Biondi, presidente del Consorzio Tutela Lambrusco, realtà nata il primo gennaio scorso dalla fusione dei tre precedenti enti di valorizzazione e salvaguardia del famoso vino emiliano.
«Fin da metà febbraio, alla richiesta di partecipare a una possibile edizione in giugno del Salone Internazionale del vino e dei distillati, dopo avere sentito il parere dei nostri consorziati, ci eravamo espressi con parere contrario. In seguito, con le opportune valutazioni e visti i protocolli di sicurezza che erano stati ipotizzati, non conciliabili con le esigenze dei nostri produttori, ci eravamo detti sfavorevoli. Si tratta di una decisione molto sofferta ma inevitabile».
Prosegue Biondi: «Una scelta saggia, dettata anche dal fatto che, per via dell’inasprirsi dell’emergenza sanitaria, molti buyer e interlocutori di riferimento a livello internazionale non avrebbero potuto partecipare alla manifestazione».
Senza dimenticare che l’ipotesi di rimandare l’edizione 2021 in autunno non avrebbe trovato il consenso dei piccoli produttori: «L’idea di rinviare Vinitaly a settembre non sarebbe stata pensabile per le Cantine a gestione famigliare – conclude Biondi – le nostre realtà di dimensioni minori in quel periodo dell’anno hanno tutte le risorse completamente assorbite nelle operazioni legate alla vendemmia e alla vita della cantina e non avrebbero quindi comunque potuto partecipare al Salone». —
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