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Lavorare il marmo come in sartoria: i gioielli di Budri per i marchi del lusso

Giovanni Medici
Lavorare il marmo come in sartoria: i gioielli di Budri per i marchi del lusso

Da Dolce e Gabbana a Prada, da Bulgari ai politici di Corea e Russia: creazioni per punti vendita e abitazioni nel mondo

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Giovanni Medici

Il presidente della Corea del Sud e Aleksei Borisovic Miller, attualmente vice ministro dell'energia russo e presidente del Cda della compagnia energetica russa Gazprom, hanno qualcosa in comune. Nelle loro case ospitano infatti una delle decine di realizzazioni della Budri spa di Mirandola, una vera e propria alta sartoria del marmo che soddisfa le esigenze di clienti di tutto il mondo, personalizzandole su misura.

Fondata come imprese edile nel 1960 da Enzo Budri, negli anni Novanta sotto la guida del figlio Gianmarco ha iniziato a lavorare nel settore dell’arredamento e poi della moda, vestendo con le proprie creazioni in pietra naturale ville, hotel, yacht e boutique delle più grandi marche del lusso. In Italia ha pochi concorrenti. Dolce e Gabbana l’hanno scelta per una dozzina di punti vendita in tutto il mondo, e così Louis Vuitton, Prada, Hermes, Givenchy, Bulgari, Cartier. A Milano, in Foro Buonaparte, Budri ha dal 2019 un suo spazio espositivo progettato da Patricia Urquiola, una sorta di biglietto da visita dove mostrare le creazioni della moglie di Budri, Alessandra Malagoli, direttore artistico dell’impresa di famiglia, apprezzata da designer e architetti di fama internazionale.

«Noi offriamo al cliente un pacchetto completo – spiega Gianmarco Budri, Ad e socio unico dell’impresa di Mirandola – Dall’estrazione del marmo in cava al collaudo finale, dalle misure in loco fino alla posa dell’opera, in qualsiasi parte del mondo. Il marmo arriva direttamente dalle alture di Cavaion Veronese, dove opera la ditta di mio fratello Gianluca».

E se serve lo si compra in tutto il mondo da selezionati fornitori. Dopo il sisma del 2012 la Budri si è trasferita in Veneto per due anni, in attesa di costruire la nuova sede di via di Mezzo, circa 6.000 metri quadrati di superficie. Ora alla Budri lavora anche il 28enne figlio di Gianmarco e Alessandra, Filippo. A lui è stata affidata la guida della divisione Ricerca e sviluppo, che sta studiando ad esempio una lastra slim, ovvero leggerissima, di soli due millimetri di spessore. Un marmo sostenibile, potremmo definirlo. «Vogliamo presentare questa nostra proposta sul mercato entro il 2021 – afferma Gianmarco Budri – Ma già abbiamo una linea di accessori realizzati con il marmo, gioielli, anelli, perfino gli occhiali gioiello».

I dipendenti sono 42, 15 milioni di fatturato nel 2020, la Budri l’anno scorso ha subito l’impatto della pandemia.

«Abbiamo perso il 30% del fatturato, ma solo perché non potevamo spostarci come prima per verificare sul posto le richieste dei clienti e, una volta realizzate a Mirandola, porle in opera. Questi ordini li abbiamo comunque solo posticipati».

Budri realizza praticamente il 100% del suo fatturato all’estero. Pavimenti, rivestimenti, mosaici, intarsi artistici: per la boutique londinese di Dolce e Gabbana ha creato una scala scultorea in marmo che sembrava impossibile da realizzare. D’altronde l’eccellenza della produzione di questa azienda mirandolese è dimostrata anche dai numerosi premi vinti alle fiere di settore. Al marmo si associa spesso l’idea di un materiale duro, freddo, usato per statue o tombe. La Budri è capace di trasformarlo in creazioni scenografiche e spettacolari, piene di colori e sfumature. «Il fatto di non essere nati a Carrara o nel Veronese ci ha aiutati – spiega l’Ad – perché non ci ha obbligati a fare quello che facevano tutti gli altri, e ci ha spinti a innovare, ad avere una visione differente. E facendo tutto “chiavi in mano” seguendo il minimo dettaglio».

«Il marmo è solo apparentemente rigido e austero, in realtà ha tanto da esprimere. Sta a noi che lo lavoriamo – sono le parole di Alessandra Malagoli - comprenderlo e dargli la parola». —

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