«Licenziata dopo 30 anni Così ho ottenuto giustizia»
Il provvedimento improvviso dopo una discussione con una collega: «Fuori orario e per un cambio banconote durante il lavoro in cassa»
Coop Alleanza 3.0 l’aveva licenziata per un alterco con una collega nello spogliatoio del punto vendita, che si trova nell’area dell’Unione Terre di Castelli, dove lavorava. Un singolo episodio in una carriera trentennale senza macchie che era costato caro a una lavoratrice, C.S. le sue iniziali.
La donna, non lontana dal pensionamento, si è così rivolta al sindacato Cgil che a sua volta ha portato il caso in tribunale a Modena.
Dei giorni scorsi l’attesa ordinanza da parte del giudice del lavoro Andrea Marangoni: “Coop Alleanza 3.0 – scrivono dal sindacato – è stata condannata al pagamento in favore della lavoratrice di una indennità pari a venti mensilità, oltre alla rivalutazione e interessi e alle spese legali”.
«Sono stata per 30 anni in Coop ed ero a un anno e mezzo dalla pensione – racconta la lavoratrice – Non ho mai ricevuto un richiamo o una contestazione scritta. Ho sempre creduto nei valori Coop, piuttosto, e per questo non mi aspettavo che mi avrebbero licenziata per una vicenda del genere».
C.S., quindi, racconta quanto accaduto: «Una discussione con una collega al di fuori dell’orario di lavoro, per di più su una questione banale come lo scambio di banconote di taglio diverso per la cassa. Leggere nella lettera Coop che avrei perso la loro “fiducia” mi ha fatto male. Fra l’altro ho problemi fisici, porto due protesi alle anche e sono stata operata di ernia alla schiena, oltre a seguire una mamma anziana non autosufficiente. Pensavo che al limite mi sarebbero venuti incontro, diciamo, e non che mi avrebbero licenziata».
Il giudice, dopo aver accertato i fatti, ha dichiarato il provvedimento del licenziamento applicato da Coop Alleanza 3.0 non proporzionato alla gravità del fatto addebitato. Il singolo episodio non poteva far venire meno la fiducia del datore di lavoro nei confronti di una lavoratrice. La Cgil comprensibilmente canta vittoria e aggiunge: “Esprimiamo soddisfazione per il provvedimento ottenuto”. Poi aggiunge che questa sentenza rappresenta “un atto di giustizia che riconsegna dignità a una lavoratrice che, vicina alla pensione, dopo trent’anni di onorato servizio in questa cooperativa, ha dovuto vivere il dramma di un licenziamento illegittimo. Si tratta di una triplice vittoria. Una vittoria per la lavoratrice che, con coraggio, ha deciso di non arrendersi a questa ingiustizia e si è affidata al sindacato sin dal primo momento. Una vittoria per il nostro sindacato che l’ha sostenuta in questa battaglia insieme all’avvocato Gabriella Cassibba. Ma, soprattutto, una vera e propria vittoria e una conferma per tutti i lavoratori: lottare insieme al sindacato per vedere riconosciuti i propri diritti è e rimane la strada giusta”. —
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