«Marito e moglie, ex barista cuoco e studente: noi, i rider»
Dal loro quartier generale i fattorini si raccontano tra una consegna e l’altra Polemica contro i sindacati «Non siamo stati interpellati»
«Sono sempre on line, in attesa che arrivino delle consegne da effettuare. In questo periodo, se va bene, faccio tre o quattro consegne al giorno: guadagno cinque euro a viaggio che, in tutto, al mese, sono un centinaio. Si fa presto a calcolare che guadagno 500 euro».
Pasquale Ambrosio, 45 anni, fa il rider da cinque mesi. «È il mio secondo lavoro, sono separato e ho due figlie grandi – racconta – Faccio il cuoco, ma adesso siamo in cassa integrazione».
Pasquale, insieme a Cinzia, Oscar, Alessio ed Emanuele è uno dei rider carpigiani, che si ritrovano nel quartier generale accanto al McDonald’s, dove sorgono più ristoranti, per velocizzare il ritiro delle consegne che molti di loro effettuano in auto.
Cinzia Balluga e Alessio Fedino sono marito e moglie. Alessio fa il rider come primo lavoro. «In sei mesi, nel 2020, ho portato a casa 10mila euro di cui 2500 di tasse – spiega – Ora il lavoro è calato molto, da quanto siamo in zona rossa. Ho aperto la partita Iva perché superavo i 5mila euro d’incassi. Sono siciliano, mi sono spostato qui dopo le nozze».
«Io faccio il rider come terzo lavoro, per arrotondare – aggiunge la moglie Cinzia – Ci sono tantissime spese, come per l’auto». «Siamo sempre fuori ad attendere, a qualsiasi temperatura – rimarca Oscar Bonfatti, ex barista – nella speranza arrivi un’ordinazione. Io mi sono organizzato con lo scooter, perché, confrontandoci, abbiamo concluso che è il mezzo con cui si lavora di più. In febbraio ho percorso 2mila chilometri, lavorando sette ore al giorno, sei giorni su sette».
Leader dei rider carpigiani è Emanuele Bertesi, studente e a capo di una union indipendente dagli altri sindacati. E si dice stupito dal comunicato congiunto con cui le sigle parlavano di un confronto con il Comune. «A Carpi i sindacati non si sono mai fatti sentire – replicano i rider – Proprio per questo ci siamo organizzati in una union. Siamo stati promotori del primo sciopero in città. Scoprire che queste sigle abbiano avuto un incontro sui rider senza aver parlato con i rider ci lascia stupiti». —
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