Sempre più dura pagare affitti: già 2.500 richieste di contributi
Di fronte al boom di istanze il termine di presentazione è posticipato al 9 aprile Il massimo concedibile è pari a tre mensilità
Il bisogno di sostegno nell’abitare è evidente anche dal boom di richieste pervenute all’Ufficio Casa del Comune per ottenere i contributi sul pagamento dell'affitto grazie al fondo regionale: sono state 2.500. Tanto che, facendo leva sulla decisione della Regione di concedere più tempo ai Comuni per organizzare al meglio la gestione delle istanze, la giunta comunale ha stabilito di prorogare i termini per la raccolta delle domande al 9 aprile, utilizzando così tutto il periodo utile per ampliare il più possibile la platea dei richiedenti.
Il contributo concedibile è pari a tre mensilità del canone, per un importo massimo di 1.500 euro e sarà concesso direttamente all’inquilino. La domanda di contributo va presentata esclusivamente online compilando il form sul portale dei servizi sociali (servizisociali.comune.modena.it) o attraverso la home page del Comune. Sono ammesse al contributo due tipologie di nuclei familiari, nell’ambito di due distinte graduatorie. La prima è costituita dai nuclei con Isee fino a 17.154 euro. La seconda va fino a 35mila, relativa a famiglie che hanno subito una perdita o una diminuzione rilevante del reddito a causa dall’emergenza Covid.
A conferma di quanto sia sensibile in questo momento la questione casa, arriva l’iniziativa del sindaco Muzzarelli, che ieri ha scritto al presidente del Consiglio Draghi chiedendo un investimento straordinario su tutta la filiera dell’abitare e sulle politiche di accesso alla casa, anche tramite le risorse del Recovery Fund. Oltre a procedure amministrative speciali per evitare che la burocrazia blocchi la partenza delle opere strategiche.
Nel documento, Muzzarelli evidenzia le opportunità già messe in campo dal Governo, «che il Comune ha colto pienamente», dal Piano Periferie al Pinqua, e le importanti risorse già messe a disposizione dalla Regione, come quelle per aumentare l’offerta di alloggi tramite Acer (di cui sopra). Ma secondo il sindaco «è impensabile affrontare le dinamiche sociali del futuro con una dotazione di 3.450 alloggi sociali pubblici, intesi come somma tra Erp ed Ers», perché la casa rappresenta «un formidabile strumento per l’integrazione e la coesione sociale, particolarmente necessario in un momento in cui la pandemia ha accresciuto le disuguaglianze con un sensibile aumento delle situazioni di criticità e delle tensioni sociali». Particolare attenzione, secondo Muzzarelli, va posta a quella “fascia grigia”, aumentata a causa della pandemia, che non viene intercettata dai consueti strumenti pubblici di sostegno rivolti alle persone in condizione di maggiore fragilità economica. In particolare, i dati registrano una enorme difficoltà di accesso alla casa per gli under 35, sia in affitto che in proprietà. —
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