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Suprematisti tra Bologna e Modena 4 indagati per apologia Shoah e odio razziale

Suprematisti tra Bologna e Modena 4 indagati per apologia Shoah e odio razziale

La polizia di Bologna ha eseguito 4 perquisizioni delegate dalla procura della Repubblica del capoluogo emiliano nei confronti di altrettante persone residenti a Bologna e Modena, di età compresa fra i 53 ed i 19 anni, indagate, in concorso tra loro, per il reato di propaganda ed istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.

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MODENA La polizia  di Bologna ha eseguito 4 perquisizioni delegate dalla procura della Repubblica del capoluogo emiliano nei confronti di altrettante persone residenti a Bologna e Modena, di età compresa fra i 53 ed i 19 anni, indagate, in concorso tra loro, per il reato di propaganda ed istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. Le perquisizioni sono state eseguite nell’ambito di un’operazione condotta negli ambienti della destra radicale suprematista, dai poliziotti della Digos di Bologna, con personale del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Emilia Romagna. Gli indagati sono tutti aderenti ad un’associazione di rievocazione storica delle milizie della Germania nazista.

Gli indagati, sono tre bolognesi e un modenese: un 19enne e un 53enne di Casalecchio di Reno, un 34enne di Crevalcore e un 30enne di Modena, tutti incensurati e appartenenti a un'associazione di rievocazione storica della Germania nazista.

Nelle perquisizioni, la Polizia ha sequestrato bandiere con svastiche, divise da miliziani della Wehrmacht e anche diverse armi. Alcune sono repliche, altre sono armi autentiche, ma molto datate e saranno analizzate per verificare se siano inerti o ancora funzionanti.

A casa dei quattro è stato inoltre sequestrato materiale informatico (computer, hard disc, telefonini) ritenuto di interesse e al vaglio degli inquirenti, anche per risalire ad altri soggetti attivi nelle chat 'suprematiste' al centro dell'indagine e non ancora identificati.

L’attività di indagine, coordinata dalla Procura di Bologna, dal Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Interno della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione della Polizia di Stato, ha accertato che gli indagati avevano costituito un’associazione avente per scopo l’incitamento alla discriminazione ed alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali e religiosi. Mediante l’utilizzo di chat nelle più note piattaforme di messaggistica internet, propagandavano idee fondate sulla superiorità e l’odio razziale ed etnico, istigando a commettere atti di discriminazione, anche con apologia della Shoah e dei crimini di genocidio.

A quanto si apprende, gli indagati si erano già evidenziati in quanto attivi in alcune chat di matrice suprematista emerse nell’ambito della recente indagine della Digos e della procura di Genova che aveva portato, il 22 gennaio scorso, all’arresto di un savonese, accusato di aver «propagandato idee fondate sulla superiorità e sull’odio razziale e istigato a commettere atti di violenza per motivi razziali e religiosi, nonchè di aver promosso e diretto un’associazione avente tra i propri scopi il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo e l’incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali e religiosi»

. Nell’ambito di quella attività i poliziotti avevano effettuato anche una perquisizione a carico di un giovane studente iscritto all’Università di Bologna. Nel corso dell’operazione è stato acquisito, tra le altre cose, numeroso materiale informatico ritenuto di interesse che è al vaglio degli inquirenti.

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