Il comitato non ci sta: «Sul “caso-Inalca” guardia sempre alta»
Castelvetro. Non abbassa la guardia il Comitato “No Impianti Biomasse Terre di Castelli” che pubblica sulle sue pagine una nuova denuncia a carico di Inalca Spa. «Inalca ha presentato ad Arpae una richiesta per aumentare del 65% la potenza della caldaia, di raddoppiare la potenza del bruciatore di essiccazione delle farine di ossa e di incrementare del 50% le emissioni in aria del nuovo impianto, non ancora avviato, per il trattamento di ossa e grassi animali. Erano state la Provincia e il Comune ad approvarlo qualche mese fa senza tenere in alcun conto le nostre osservazioni – scrive il presidente Paolo Zanotti in un comunicato – La richiesta è presentata con le solite definizioni di “modifica non sostanziale”, “rimodulazione”, “integrazioni”, alle precedenti autorizzazioni. Ma come? Si possono forse considerare una “modifica non sostanziale” le stime di cui parlano, dato che si tratta di raddoppi e di aumenti del 50% e 65%? È la terza volta che Inalca ricorre a queste definizioni formalmente soft per chiedere continui strappi alle amministrazioni interessate (Comuni, Provincia, Regione, Ausl e Arpae) che dovrebbero tutelare la nostra salute e la qualità del nostro ambiente. Le nostre osservazioni in proposito sono state cestinate dalla Conferenza dei servizi della primavera scorsa. Le ripresenteremo e le sosterremo. Abbiamo però assoluto bisogno della condivisione e del supporto di tutti i cittadini dei comuni di Castelvetro, Castelnuovo e Spilamberto». —
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