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Svastiche e propaganda nazista Indagato un 30enne modenese

Luca Gardinale
Svastiche e propaganda nazista Indagato un 30enne modenese

L’uomo faceva parte di un’associazione culturale bolognese che inneggiava alla Shoah nelle chat

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Luca Gardinale

Il campionario era decisamente completo, dalle divise della Wehrmacht, le forze armate tedesche guidate da Adolf Hitler, alle bandiere austriache con la svastica, dal Tricolore con l’aquila nera, simbolo della Repubblica di Salò, ai fucili, alcuni dei quali erano autentici, anche se molto datati. Materiale che la polizia di Stato di Bologna ha sequestrato durante un’operazione coordinata dalla Procura del capoluogo nelle residenze di quattro persone legate all’associazione culturale “Rivivere il passato”, con sede a Crevalcore.

A finire sotto indagine con l’accusa di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa sono stati un 30enne modenese residente in città - L. B. le sue iniziali - un 19enne e un 53enne di Casalecchio di Reno e un 34enne di Crevalcore. Le perquisizioni sono state eseguite nei giorni scorsi nell’ambito di un’operazione condotta negli ambienti della destra radicale suprematista dai poliziotti della Digos di Bologna. Gli indagati sono tutti aderenti all’associazione di rievocazione storica di Crevalcore che già negli anni passati era finita al centro di alcune polemiche: nell’aprile del 2018, la rievocazione di un campo militare della Wehrmacht fu patrocinata dal Comune di Cologno Monzese, mentre il sindaco si difese parlando di “evento culturale”.

Tornando all’indagine dei giorni scorsi, secondo la Procura di Bologna gli indagati avevano costituito un’associazione avente per scopo l’incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali e religiosi. In particolare, l’indagine si è focalizzata su alcune chat in cui venivano propagandate idee fondate sulla superiorità e l’odio razziale ed etnico, istigando a commettere atti di discriminazione, anche con apologia della Shoah. Chat in cui le persone al centro dell’indagine utilizzavano nomi di battaglia come quello del generale tedesco Erwin Rommel o altri gerarchi nazisti. La polizia ha sequestrato bandiere con svastiche, divise da miliziani della Wehrmacht e anche diverse armi: alcune sono repliche, mentre altre sono autentiche ma molto datate, e saranno analizzate per verificare se siano inerti o ancora funzionanti.

I nomi dei quattro indagati erano già noti in quanto attivi in alcune chat di matrice suprematista emerse nell’ambito della recente indagine della Digos e della procura di Genova che aveva portato, il 22 gennaio scorso, all’arresto di un 22enne savonese: collezionista di cimeli del periodo nazi-fascista, per gli investigatori il giovane era pronto a fare il “salto” e a commettere un attacco ispirandosi agli attentati a Utoya (l’isola norvegese dove nel 2011 vennero uccise 77 persone) e Christchurch (in Nuova Zelanda, dove nel 2019 gli attacchi terroristici fecero 50 vittime). —

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