Il sindaco nella fiaba dei bimbi L’opposizione: «Strumentale»
Nel racconto degli alunni delle Fabriani uno dei personaggi si chiama Umberto La minoranza: «Compare 14 volte». Costantini: «I problemi non sono questi»
Enrico Ballotti
Spilamberto. Il personaggio di una favola per i bambini delle scuole si chiama Umberto, come il sindaco Costantini, e a Spilamberto prende vita un curioso caso politico. Un incidente diplomatico di stampo fiabesco. Ovviamente si scherza, ma la questione risulta ugualmente interessante. A raccontarla, in un dettagliato comunicato stampa, è il gruppo consigliare “Prima Spilamberto” che in municipio siede sui banchi dell’opposizione.
Succede che i giovani alunni dell’istituto Fabriani siano coinvolti in un bel progetto del Comune, definito tale anche da “Prima Spilamberto”. I bambini, insieme agli insegnanti, hanno il compito di progettare e disegnare un murale che, poi, dovrà essere “trasferito” sui muri esterni della scuola. Come? Basandosi su una fiaba scritta da una docente e proposta ai baby-alunni. Protagoniste del racconto due icone del paese: il famosissimo aceto balsamico e il “Magalas”, un “mostro buono” che fa parte della tradizione. Terzo “incomodo”, sempre per rimanere sullo scherzo, è un ulteriore personaggio della magica storia. Ovvero un cittadino a cui il “mostro buono” sottrae il prezioso aceto. Nome di questa figura immaginaria? Umberto, proprio come il sindaco Umberto Costantini. Da qui la presa di posizione di “Prima Spilamberto” che certo non è in vena di scherzi: «L’ultima trovata a fini evidentemente propagandistici e personalistici del sindaco è stata assegnare a se stesso il nome di un personaggio di una fiaba». Scrivono nel documento e aggiungono: «Invece di un Giovanni qualunque (nome del nostro patrono ad esempio) o di una Francesca, tutti i bambini della scuola si confronteranno con una fiaba che doveva essere innocua e che invece andrà a trasformarsi nella storia del sindaco. Di divertente in tutto questo non c’è nulla. Riteniamo che il protagonismo del sindaco Costantini abbia superato il limite». Nella nota stampa c’è anche un particolare conto: «Nel breve testo la parola (Umberto, ndr) compare ben 14 volte, un martellamento inutile verso un mondo, quello dei bambini, di cui la politica non dovrebbe fare parte».
Sull’insolito caso è intervenuto, chiamato in causa, proprio Umberto Costantini. Il sindaco spiega: «La scelta, anche del nome, è stata del tutto autonoma da parte della scuola che sta curando il progetto. Come Comune abbiamo solamente chiesto di coinvolgere i bambini per la costruzione della fiaba. Quando ho ricevuto il racconto mi è venuto da sorridere leggendo di quell’Umberto a cui sottraggono l’aceto. Non saprei proprio perché di quella scelta, forse per dare una connotazione ancora più locale. Sinceramente credo che, mai come in questo caso, la malizia sia negli occhi di chi guarda. Personalmente non mi ero posto troppi problemi». Il sindaco Costantini, Umberto, tiene quindi a precisare: «In questo momento, la scuola è impegnata a confrontarsi con una situazione non certo semplice causata dalla pandemia. Credo che farsi delle domande su questo o quell’altro nome di un personaggio delle favole non sia la priorità . Chi non lo ha capito non ha nemmeno ben chiara la situazione attuale». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
