Le temperature si abbassano Ci sono rischi per le ciliegie
Elena Pelloni
VIGNOLA. È il caso di ripeterlo: una rondine non fa primavera. Dopo un primo assaggio di bella stagione, infatti, stiamo assistendo a un brusco calo delle temperature. Una sterzata che rischia di riproporre quanto accaduto lo scorso anno in campo agricolo: una sostanziale perdita della produzione di pesche, albicocche e susine in diverse zone dell’Emilia-Romagna. L’allarme arriva accorato da Confagricoltura e Coldiretti, le quali raccolgono la preoccupazione dei produttori a causa del perdurare di temperature notturne estremamente rigide.
«Il brusco abbassamento delle temperature, con valori che nella zona del vignolese sono arrivati fino a 3 - 4 gradi sotto lo zero, mette a serio rischio la produzione di ciliegie, albicocche e susine che in questo periodo dell’anno sono nel periodo vegetativo più delicato - scrive Coldiretti al termine di una settimana, questa, particolarmente preoccupante - A farne le spese è soprattutto la frutta rossa del comprensorio di Vignola: albicocche e susine nel pieno della fioritura, oltre a ciliegie e duroni, in particolare le varietà medio-tardive che sono nelle prime fasi di formazione dei frutti, con conseguenti riduzione della produzione futura».
Un freddo che giunge al termine di un febbraio particolarmente caldo rispetto alla media del periodo. Anche Confagricoltura si dice preoccupata per quegli agricoltori che a causa del freddo di questi giorni hanno già detto addio a buona parte del proprio prodotto (qualcuno addirittura sa già di aver perso tutto). «A Modena la coltivazione di albicocche, pesche, susine e nettarine coinvolge circa il 15 per cento della produzione frutticola totale - spiega Gianfranco Corradi, presidente di Confagricoltura Modena - è il secondo anno che le aziende che coltivano questi prodotti devono rinunciare al raccolto a causa del gelo». Sono due, secondo Corradi, i binari sui quali bisogna far correre l’agricoltura: «La tecnica e la tecnologia possono aiutarci a creare sistemi di protezione delle piante e a studiare prototipi più resistenti a temperature rigide. Di pari passo deve andare il discorso assicurativo, il quale prevede un sistema ormai obsoleto per i cambiamenti climatici in atto. In più, stiamo ancora aspettando molti dei risarcimenti del 2019. La politica deve dare risposte immediate affinché questo settore non vada eccessivamente in sofferenza.
Sappiamo già, infatti, che alcune aziende potrebbero averi problemi molto seri di continuità». —
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