«Nidi e materne in Fondazione Adeguare subito gli stipendi»
Le “condizioni” dei Verdi per votare l’emendamento del sindaco Muzzarelli: «Mantenere il totale controllo pubblico ed eliminare le disparità contrattuali»
Luca Gardinale
Non cedere di un millimetro sul controllo pubblico, eliminare le differenze contrattuali e salariali, garantire lo stesso livello di formazione del personale. Se dalla Sinistra per Modena è subito arrivato uno stop, i Verdi comprendono le ragioni dell’amministrazione, indicando però alcuni punti-chiave sui quali non si può transigere. Al centro c’è ancora la questione asili nido e materne comunali, e in particolare l’annuncio, arrivato dieci giorni fa dal sindaco Muzzarelli, della cessione di altre sei scuole in due anni alla Fondazione Cresciamo, che per il futuro sarà lo strumento di gestione dei servizi per l’infanzia oggi in mano al Comune.
Una questione che sta creando parecchi problemi in maggioranza, tanto che martedì scorso in piazza Grande è andata in scena una riunione a nervi tesi tra il primo cittadino e il gruppo della Sinistra, con il Pd impegnato a cercare di mediare.
Una questione sulla quale oggi si pronunciano i Verdi, sostenitori della giunta Muzzarelli con la consigliera Paola Aime: «Prendiamo atto dell’intenzione del Comune di trasferire la gestione di altre scuole dell’infanzia e asili nido alla Fondazione Cresciamo - commentano Aime e Marina Leonardi, portavoce del Sole che ride in città - per l’impossibilità dell’amministrazione di assumere direttamente nuovo personale in sostituzione dell’alto numero di pensionamenti e dimissioni. In questo grave momento di crisi sociale, culturale ed economica della città, noi riteniamo necessario e prioritario salvaguardare i servizi fondamentali a beneficio delle famiglie che si trovano a dover conciliare i tempi di vita con i tempi di un lavoro purtroppo sempre più flessibile e precario e a tutela dei diritti delle bambine e dei bambini a crescere in un ambiente sano, adeguato e ricco di stimoli».
Preso atto delle necessità dettate dall’impossibilità di sostituire gran parte dei pensionamenti, i Verdi sottopongono al sindaco quattro punti imprescindibili: «Il primo - riprendono Aime e Leonardi - è che il coordinamento, indirizzo e controllo del sistema educativo complessivo rimanga completamente in mano pubblica e sia garante della pari qualità dei servizi offerti ai bambini e alle famiglie. In secondo luogo, la Fondazione Cresciamo deve rimanere un’organizzazione a controllo pubblico del Comune di Modena». Passando al personale, i Verdi chiedono «che la formazione in servizio del personale educativo e docente sia garantita a tutti senza distinzione di appartenenza alle diverse organizzazioni impegnate nella gestione dei servizi. Quarto punto, ma imprescindibile, chiediamo che si proceda alla equiparazione dei livelli salariali del personale impegnato nei servizi nel più breve tempo possibile e, e comunque a rivederne la fattibilità nell’ambito del bilancio comunale 2022. A parità di prestazione deve corrispondere una effettiva parità del compenso percepito. In questo modo - chiudono i Verdi - sarà salvaguardata l’identità specifica e la storia dei servizi presenti nelle nostra città, caratterizzata dal valore e dalla qualità della ricerca e dell’innovazione, la partecipazione delle famiglie, il lavoro collegiale degli operatori, l’ambiente educativo, il coordinamento pedagogico e didattico». —
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