Niente amianto alla Bianchini Sindaco e legali: «Bene così»
Goldoni: «Ora recuperare l’area Giusto tranquillizzare la gente» Garuti e Bonfante: «Mai sparsi frammenti deliberatamente Ma non si parli di confisca»
SAN FELICE. I risultati sui carotaggi effettuati dall’amministratore giudiziario, avvocato Rosario Di Legami, sui terreni della Bianchini Costruzioni non coperti dai teli di protezione vengono accolti con sollievi da tutti i protagonisti della vita sociale sanfeliciana. Il primo a rallegrarsene è il sindaco Michele Goldoni, che ha affidato la propria soddisfazione ad una nota: «La notizia che l’area confiscata a San Felice in via Dell’Industria, da questo momento possa ritenersi in sicurezza, ci riempie di soddisfazione – ha dichiarato Goldoni – appena insediati, abbiamo subito iniziato un cammino, di concerto con l’avvocato Rosario Di Legami, che dovrebbe portare alla riqualificazione dell’area stessa. Il nostro è stato un lavoro senza clamore, lontano dai riflettori, per la delicatezza e la complessità della vicenda. Un percorso da condividere con gli enti preposti con i quali i rapporti di collaborazione sono eccellenti. Con loro lavoreremo tutti insieme per recuperare definitivamente l’area. Intanto è importante e tranquillizzante sapere che non ci sono pericoli per la salute dei nostri concittadini».
L’esito dei carotaggi – un solo frammento di amianto su 200 campionamenti effettuati da un’importante società di livello nazionale – potrebbe avere importanti risvolti anche in ambito giudiziario visto che il processo alla famiglia Bianchini è ancora in corso e il danno ambientale aleggia nonostante la doppia assoluzione fin qui ottenuta nei due gradi di giudizio. Sul tema intervengono anche il prof Giulio Garuti e Simone Bonfante, gli avvocati che rappresentano gli imprenditori sanfeliciani nel processo Aemilia. «Siamo assolutamente soddisfatti dell’esito dei carotaggi nell'area della Bianchini Costruzioni – scrivono – perché confermano quanto sostenuto sin dall’inizio dalla difesa e cioè che, non essendo mai stato deliberatamente sparso o interrato materiale contaminato, in quella zona non c’è mai stato alcun pericolo per la salute dei cittadini. Duole solo constatare che si parli di area confiscata a processo ancora in corso». —
F.D.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google