Nilo Diacci saluta tutti «50 anni alla Partena e ora la pensione»
Serena Arbizzi
«In questi ultimi anni di lavoro, colleghi, clienti, fornitori mi hanno chiesto come ho fatto a rimanere e avere le motivazione per rimanere 50 anni nella stessa azienda. La mia risposta è sempre stata la stessa: alzarsi al mattino con passione per il proprio lavoro e recarsi in azienda con tanta voglia di fare».
Nilo Diacci è da poco in pensione dopo 50 anni trascorsi nella stessa azienda: la Partena, specializzata in macchinari industriali. La sua storia affonda le radici alla fine degli anni Sessanta. Nilo aveva appena finito le scuole medie e decise di cercare un lavoro per ricevere un compenso economico e soddisfare alcune passioni. «Dopo qualche mese di apprendista in una pasticceria, capii che non era una soluzione giusta per me, appassionato di meccanica – spiega Diacci – Un amico di famiglia mi indirizzò a una ditta meccanica dove la direzione era composta da docenti del professionale che producevano per la Svm, ditta di confezionamento nel settore farmaceutico».
«All’inizio del 1970, venni assunto subito – continua – come apprendista frequentai il percorso lavoro e scuola e ottenni il diploma di specializzazione. A settembre il capo officina della Svm mi fece assumere: diventai un dipendente con la possibilità di continuare la scuola per tre 3 anni. All’inizio del 1972 l’azienda cambiò ragione sociale diventando Partena spa, e nello stesso anno cambiò la proprietà di Svm con Alfa Farmaceutici. Ad aprile 1974 venni chiamato al servizio di leva. L’anno dopo rientrai in azienda al reparto montaggio e collaudo. Iniziai con l’assistenza clienti per poi iniziare l’assistenza tecnica in autonomia prima in Italia poi all’estero. Nel 1979, la proprietà vendette l’azienda al Gruppo Cam con sede a Bologna, leader nel settore macchine automatiche. Io continuai la mia attività di assistenza clienti in tutti i continenti: una grande opportunità di crescita professionale e umana – prosegue Diacci – Allora avevamo a disposizione solo il classico telefono fisso e dovevamo far prevalere la calma e l’esperienza».
Nel 1986 Nilo diventa papà: «L’attività di assistenza comincia a essere un problema: ero fuori sede almeno 15-20 giorni al mese. Nel 1988 il mio responsabile andò in pensione: lo sostituii e mantenni quell’incarico fino al 2009, quando anch’io raggiunsi l’età pensionale. Ma, negli ultimi 10 anni, in accordo con la direzione, abbiamo stipulato un accordo di collaborazione per il servizio post vendita e nuove proposte. In tanti anni è sempre prevalsa la condivisione e non lo scontro. In tutto il mio percorso è sempre prevalso l’aspetto umano. E anche oggi che la passione non manca non è esclusa una collaborazione nel settore macchine automatiche». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
