CME vince appalti a Taranto e Padova per il bacino Brin e la Scuola galileiana
Realizzazioni per 17,4 milioni, un fatturato in crescita Il direttore Galavotti: «Ora siamo un general contractor»
Giovanni Medici
Il C.M.E. di Modena continua a crescere. Il Consorzio Imprenditori Edili, nato nel 1979 come emanazione della locale Cna a servizio delle imprese artigiane raggruppando all’inizio 11 imprese (ora sono circa 300), proprio nei giorni scorsi si è aggiudicato definitivamente due importanti appalti, l’uno a Padova e l’altro a Taranto.
Il C.M.E., diretto da Mauro Galavotti dal 1984, ha sede in via Malavolti ai Torrazzi e lavora in buona parte del Paese occupandosi di edilizia civile, sanitaria, scolastica e industriale per clienti privati e pubblici, ma anche di impiantistica, restauri, social housing, progettazioni e trasformazioni urbane.
«In pratica siamo un general contractor, che una volta acquisito l’appalto lo suddivide tra le imprese aderenti – spiega – visto che copriamo tutta la filiera delle costruzioni». C.M.E. nel 2020 ha fatturato circa 50 milioni di euro, ma l’acquisizione di nuovi lavori per il 2021 «è andata molto bene, arrivando a 58,6 milioni di commesse che inizieremo quest’anno. Ovviamente tra i nostri associati ci sono molte piccole e medie imprese emiliano-romagnole – conclude Galavotti – ma tante hanno sede anche nelle Marche, in Umbria e in altre regioni».
A Modena il Consorzio ha tra l’altro appena terminato i lavori del nuovo Teatro delle Passioni da 150 posti all’ex Enel, nel comparto ex Amcm. A Padova C.M.E. si occuperà dei lavori di riqualificazione di un edificio quasi centenario, l’ex Casa dello studente Fusinato, luogo dove nascerà tra l’altro la nuova sede della Scuola galileiana di studi superiori, il collegio d’eccellenza del Bo, come viene chiamato l’ateneo patavino. Il Consorzio modenese ha ottenuto questa importante commessa (si tratta di riqualificare un edificio di sei piani di seimila metri quadrati complessivi, oggi abbandonato) grazie a un’offerta di 9,9 milioni di euro. La Scuola potrebbe diventare il fulcro di un nuovo campus universitario, prevedendo quasi 200 posti letto per studenti, servizi comuni, sale studio e per la musica, spazi ristoro, laboratori, oltre ad uffici. Il tutto dotato di servizi tecnologici all’avanguardia dal punto di vista energetico e della sicurezza. Impianti elettrici, termomeccanici e idrico-sanitari rappresentano in questo caso infatti almeno il 40 per cento dell’intero valore dell’appalto.
Di tipo completamente differente è invece il cantiere che C.M.E. andrà presto ad aprire a Taranto: l’appalto del Ministero della Difesa-Direzione del Genio per la Marina Militare della città pugliese (circa 7,5 milioni di euro è il valore di questa commessa vinta dall’azienda modenese) prevede che il Consorzio si occupi infatti di consolidare e impermeabilizzare le sponde del bacino Brin presso l’Arsenale cittadino. Il bacino Brin è un’opera storica (è stato infatti inaugurato nel 1889 ed è intitolato a un famoso ammiraglio dell’Ottocento) di una lunghezza pari a 210 metri per 25 di larghezza. Qui in passato venivano costruite le navi da guerra della Marina, ma da tempo la struttura serve alla riparazione e manutenzione delle stesse.
La Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici della Puglia ha dovuto dare il suo parere favorevole all’intervento; il bacino fu realizzato con gradoni rivestiti in mattoni e blocchi di pietra (sormontati da bitte) che dovranno poi essere ricollocati sul posto una volta finiti i lavori, se non sarà necessario sostituirli perché obsoleti. Andrà poi rifatto anche l’impianto antincendio e quello di illuminazione a servizio del bacino. —
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