Correnti fredde spazzatutto: livello Pm10 più che dimezzato
la sorpresa
Avranno causato qualche raffreddore e qualche danno (vedi le lamiere sollevate sulla copertura della chiesa del Voto), ma le forti correnti balcaniche che hanno segnato le giornate da venerdì a domenica hanno avuto anche un bell’effetto positivo, dando una decisa ripulita all’aria in città.
«Su Modena già domenica si è rilevata una concentrazione di Pm10 scesa di colpo a 19-20 microgrammi per metro cubo – spiega Vanes Poluzzi, che a Bologna è anche docente di “Chimica ambientale e sostanze tossiche della matrice aria” – meno della metà del limite di 50 che rappresenta la soglia d’allarme». Già spesso ventilata di suo, l’aria dell’Appennino è diventata pulitissima: «Qui valori addirittura di 6-10 microgrammi – nota – questo passaggio freddo ci ha ripulito per bene: magari fosse sempre questa la nostra condizione. L’azione è stata tale che ne porteremo i benefici sicuramente per gran parte della settimana, anche perché per alcuni giorni ci sarà ancora un po’ di ventilazione, specialmente sui rilievi».
Le correnti con Modena hanno ripulito tutto il “catino padano”, portando ovunque i benefici. Ce ne vorrebbero più spesso di queste irruzioni per riequilibrare la situazione, e invece sono sempre più rare: «È questo il problema – spiega Poluzzi – da noi si stanno istaurando condizioni che rendono di frequente i fenomeni anticiclonici molto stabili, cioè ci sono troppi giorni di alta pressione continua. E con la stabilità dell’aria le condizioni di inquinamento inevitabilmente peggiorano».
La mancanza di circolazione infatti va a cristallizzare i due fattori che causano l’innalzamento dei livelli di polveri sottili: «Da una parte – precisa – nello strato basso dell’atmosfera un accumulo di polveri dovuto alle emissioni termiche. Dall’altra, in queste stesse condizioni si generano reazioni di natura chimico-fisica che portano al cosiddetto “inquinamento secondario”. A causa dello scarso rimescolamento della massa d’aria, nella nostra zona si intrecciano in questo modo contributo primario e secondario, complicandoci non poco la vita».
Di fatto dunque il livello di inquinamento locale è co-determinato anche dall’azione delle macro-correnti, che hanno cambiato le loro “abitudini”. Un’altra conseguenza del climate change. —
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