Rogo e colonna di fumo visibile per chilometri
Le fiamme nell’azienda di Giulio Magnoni partite dall’impianto fotovoltaico È andato tutto distrutto: danni enormi e morti anche i 50 polli nel capannone
Elena Pelloni
nonantola. Rimane solo lo scheletro del capannone andato a fuoco ieri, intorno alle 14, in via Ampergola a Nonantola. Le fiamme hanno ucciso una cinquantina di polli, distrutto l’impianto fotovoltaico sul tetto dell’allevamento e rovinato le attrezzature. Giulio Magnoni, proprietario assieme ai due figli, ha perso tutto. Le cause del rogo sono tuttora in corso di accertamento. Se ne stanno occupando i carabinieri di Nonantola, intervenuti con le varie squadre dei vigili del fuoco di Modena, San Felice e San Giovanni in Persiceto. Cinque i mezzi arrivati per domare le fiamme che nel giro di mezz’ora hanno ridotto l’allevamento in cenere.
È stato Abdellah Kenzeddine, uno degli uomini che lavorava nell’allevamento, a dare l’allarme. «Due ragazzi che si trovavano nei pressi mi hanno chiamato quando si sono accorti delle fiamme sul tetto – spiega Abdellah – Ho cercato di usare la pompa dell’acqua, ma sul tetto è presente del catrame che in un attimo ha preso fuoco. Diverso materiale isolante ha iniziato a colare nell’allevamento. Non c’era niente che potessi fare».
L’uomo spiega che le fiamme hanno avvolto in un attimo tutto lo stabile e che il fumo aveva formato una fitta coltre nera. Non a caso, infatti, molte persone hanno fotografato e postato sui social la colonna di fumo, visibile da diverse zone della provincia.
Il proprietario Giulio Magnoni, arrivato sul posto assieme ai soccorsi, dal momento che abita poco distante, ha immaginato che a propagare le fiamme sul tetto dell’allevamento possa essere stata una piccola scintilla, nata dall’impianto fotovoltaico: «Il calore del tetto deve aver fatto da conduttore, dal momento che nelle intercapedini ci sono strati di plastica e polistirolo, materiali altamente infiammabili – racconta Giulio – Probabilmente è partita una scintilla da alcuni cavi dell’impianto. I polli all’interno sono morti tutti».
I vigili del fuoco sono riusciti a domare le fiamme in circa 40 minuti di intervento, mettendo in sicurezza anche bombole di gas che si trovavano all’interno del pollaio. Alcuni vicini sono corsi in strada per cercare di aiutare gli uomini durante le prime operazioni, ma le fiamme hanno avvolto velocemente tutta la struttura. Il tempestivo intervento ha almeno permesso di mettere in salvo gli edifici circostanti.
«I tre quarti della superficie del tetto del capannone erano coperti da pannelli fotovoltaici – illustra Fabio Ferrari, Ispettore funzionario di guardia dei Vigili del Fuoco di Modena – Quando le nostre squadre sono arrivate, l’incendio era già esteso nella parte del tetto. Non si esclude che i pannelli fotovoltaici possano aver causato l’avvio delle fiamme. La carta catramata assieme all’isolante hanno fatto da benzina, alimentando fortemente l’incendio ormai fuori controllo. Sulla pista dolosa non mi sbilancio, perché per ora tutti gli elementi farebbero pensare a un incidente, ma staremo a vedere cosa indicano le perizie».
Quello che è certo è che l’allevamento di Magnoni, del quale era in possesso da circa cinquant’anni e che aveva ammodernato una decina di anni fa installando l’impianto fotovoltaico, è tutto da rifare. Un costo che potrebbe raggiungere diverse centinaia di migliaia di euro. —
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