«Corriere, per noi autisti rischi ma niente vaccini»
Angelo Salfa: «Possiamo caricare i docenti, che sono già stati immunizzati Potenziali pericoli quotidiani: i passeggeri ci parlano abbassando la mascherina»
Serena Arbizzi
«Il fatto che noi autisti di bus della linea urbana non rientriamo tra le categorie a rischio è semplicemente vergognoso. Facciamo un lavoro a strettissimo contatto con le persone e non è che siamo sempre sicuri di chi carichiamo: lo testimoniano i frequenti casi di aggressione avvenuti prima del lockdown».
Angelo Salfa è autista Saca, società che si occupa di trasporto locale per Carpi, ma anche per i Comuni vicini. Salfa è anche sindacalista per la Fit Cisl e puntualizza come per la categoria alla quale appartiene serva maggiore sicurezza evidenziando alcune incongruenze riscontrate sul campo.
«Notiamo parecchie anomalie nella nostra situazione. Noi ad esempio carichiamo gli insegnanti – spiega il sindacalista – Eppure, queste categorie si possono vaccinare prioritariamente, ma noi che trasportiamo i docenti no. E quindi dobbiamo aspettare. Senza calcolare che non ci siamo mai fermati, durante tutto questo tempo. Abbiamo sempre lavorato, rispettando tutte le regole della prevenzione».
Gli autisti non hanno superato indenni la pandemia.
Anche tra loro si sono verificati casi di contagio e ogni giorno temono per la propria salute. «Tra noi c’è chi ha preso il Covid, non siamo certo immuni dal virus – prosegue il conducente – Io ringrazio l’azienda che ci ha fornito i dispositivi di protezione individuali. E ci ha invitato a stare a casa qualora manifestassimo dei sintomi. Ma tutto questo è inutile perché se qualcuno si avvicinasse e a noi e, incautamente, si abbassasse la mascherina per chiederci qualche informazione, se fosse positivo e magari asintomatico potrebbe contagiarci. Al personale sanitario sono stati dati mille euro, a noi una mancia di cento euro. Chiediamo che almeno ci venga riconosciuto il vaccino, considerando anche il genere di utenza. Ora la situazione è più tranquilla per il lockdown e le scuole chiuse. Un paio di settimane fa, poi, agenti in borghese hanno effettuato controlli e ringrazio il comandante della Polizia locale per la sua attenzione».
I conducenti minacciano di fermare le corriere e faranno una raccolta firme per fare valere le proprie ragioni.
«Per legge non si possono bloccare i bus, ma tra di noi c’è chi ha parlato di quest’atto dimostrativo per richiamare l’attenzione sulla nostra categoria, oltre allo sciopero per il contratto collettivo che si terrà domani» conclude il sindacalista che aspetta una risposta dalle autorità. —
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