Gazzetta di Modena

Modena

viale Gramsci e dintorni 

Il Riesame: «La zona è stata colonizzata da spacciatori di strada»

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Si terrà a fine mese l’udienza del processo per l’ “Operazione Milk & Coffee” che l’anno scorso ha chiuso un’indagine dei carabinieri di Modena e del sostituto procuratore Giuseppe Amara lunga quattro anni sul mondo dello spaccio di strada tra la stazione, viale Gramsci, il Parco XXII Aprile e il Giardino Ducale. Il Tribunale del Riesame ha dato ragione al pm Amara che era ricorso contro la misura attenuata decisa dal gip, contro la sua richiesta, per i 26 spacciatori incriminati per un giro di migliaia di cessioni documentate. L’attenuazione, motivata dalla lieve entità della droga ceduta, aveva portato a un semplice divieto di dimora nel territorio provinciale modenese, quando la Procura aveva chiesto il carcere o altre misure severe, sostenendo che nonostante l’esigua quantità di ogni cessione si trattava di un vero traffico di droga. Il Riesame ha dato ragione alla linea dura accogliendo per 17 indagati la misura cautelare del carcere, per 4 l’ha rigettata perché si trattava di cessioni manifestamente modeste e, per uno la richiesta era inammissibile, per 4 c’è stato uno stralcio per errori di notifica. Ma l’aspetto sicuramente più importante per viale Gramsci e dintorni è stata la valutazione del Riesame del quadro che esce da quella che è stata la più accurata indagine sullo spaccio di droga nel territorio a Modena degli ultimi anni: non si tratta né di una organizzazione criminale, né di bande di mafia, bensì una piazza di commercio facile e sicura. È stata «una vera e propria colonizzazione di una zona della città di Modena da parte di un gruppo di extracomunitari quasi tutti di nazionalità nigeriana che gestivano il commercio di droga aiutandosi alla bisogna, predisponendosi di servizi di sorveglianza per interesse comune, ricorrendo a diversi accorgimenti per poter operare in modo sicuro. Alla luce di tutto questo l’attività di spaccio riferibile a ciascuno degli indagati non può essere ritenuta di ridotta offensività come emerge dalle attività investigative e dalle dichiarazioni dei clienti: gli indagati hanno spacciato senza soluzione di continuità per più anni numerosissime dosi». —

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