Si allarga il giro: ceduti a prestanomi 646 veicoli
L’indagine della Polizia Locale ha permesso di scoprire evasione dell’imposta d’immatricolazione da parte di concessionarie
Stefania Piscitello
FORMIGINE. Va avanti l’indagine sui prestanome avviata dalla Polizia locale di Formigine, guidata dal comandante Marcello Galloni. Tutto era cominciato nell’ottobre del 2020, a partire da quella che, all’apparenza, sembrava una “semplice” denuncia per il tentato furto di un Rolex. Una donna aveva cercato di raggirare un anziano, che però non era caduto nella truffa; insospettitosi, si era allontanato ed era andato a denunciare l’accaduto alla locale stazione di polizia. Polizia che, servendosi delle telecamere, aveva ricostruito i movimenti della donna che aveva cercato di mettere in atto il furto e che, ad un certo punto, era salita a bordo di un’auto: individuata la targa, gli agenti formiginesi erano riusciti a denunciare un primo prestanome, risultato intestatario di moltissimi veicoli. Le indagini, sono proseguite, con l’obiettivo di risalire alla possibile organizzazione criminale che ruota dietro a questo tipo di reati. Finora, sono sei i prestanome identificati, proprietari o ex proprietari di un totale di 646 veicoli risultati a vario titolo ceduti a terze persone non identificate. Persone che utilizzavano le vetture per compiere reati di vario genere, dai furti, alle rapine, ai sinistri simulati per ricevere risarcimenti non dovuti. Tra le truffe messe in atto, ad esempio, quella “della frutta”, “dello specchietto” o quella “dell’abbraccio”: tecnica, quest’ultima, che stava per essere utilizzata proprio per sfilare l’orologio all’anziano formiginese e dalla cui denuncia, come detto, hanno preso il via le indagini. Sei i prestanome deferiti all’autorità giudiziaria: di questi, due privati cittadini, un’officina già nota per reati di ricettazione e tre concessionarie di vendita online prive di un reale deposito e con sedi fittizie. Grazie alla partita Iva, queste concessionarie – cinque con sede in Lombardia e una in provincia di Modena – riuscivano a intestarsi i veicoli pagando i passaggi di proprietà ad un costo irrisorio, 45 euro; inoltre riuscivano ad essere così esentati dalle imposte di immatricolazione, così detta Ipt, bolli e tassa di proprietà annuale. Si è calcolato che, l’evasione di sola Ipt ammonta a circa 126mila euro. Si è quindi proceduto a carico dei prestanome per falso ideologico in atto pubblico, mediante induzione in errore del pubblico ufficiale, intestazione fittizia e truffa ai danni dello Stato. In tutto ciò, c'era la “compiacenza” delle agenzie pratiche auto che hanno curato i passaggi di proprietà: le indagini hanno riguardato anche loro. Si è verificato che venivano abitualmente utilizzate dai prestanome e quindi, anche a loro carico, si è proceduto a inviare un’informativa di reato per truffa ai danni dello stato. L’indagine ha voluto scavare a fondo, e gli operatori hanno scoperto che due dei denunciati erano destinatari di reddito di cittadinanza: un privato e una concessionaria. A loro carico è scattata la denuncia per truffa ai danni dello stato, falsa attestazione ed indebita percezione di erogazioni a danno dello stato ed è stata loro richiesta la restituzione di quanto già percepito. —
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