Baracchi: «La scuola ha bisogno di spazi Caserma Garibaldi? Ipotesi interessante»
L’assessore sulla didattica dei prossimi anni: «Uno studio per valutare le necessità di ampliamenti e nuove strutture»
Luca Gardinale
In tempi di sfide, lei è forse l’assessore che ne deve affrontare di più, con la speranza che un giorno la didattica a distanza sia solo una risorsa e non una necessità. Ma non c’è solo la “Dad”: ci sono anche i centri estivi con regole ancora da stabilire, e guardando ai prossimi anni c’è il problema degli spazi. Al centro c’è la scuola, e ad affrontare i nodi principali a dieci giorni dalla ripartenza è Grazia Baracchi, assessore comunale all’Istruzione.
Assessore, partiamo dalle cose positive: finalmente si riparte, almeno dall’infanzia alle medie.
«Quella della ripartenza dell’attività in presenza era una notizia molto attesa. Del resto, i rigidi protocolli che avevano permesso l’apertura a settembre sono sempre stati rispettati, cosa che ho potuto verificare visitando tante scuole in questi mesi».
Didattica a distanza: risorsa in più o “nemico” di studenti e insegnanti?
«Sulla “Dad” le scuole hanno fatto un grande lavoro: l’anno scorso è successo tutto all’improvviso, e quindi ogni scuola ha cercato il “suo” modo per farcela. Con la chiusura di marzo è stato meno difficile proprio per l’esperienza acquisita l’anno scorso, mentre per i servizi educativi è partito anche il “Lead”, il legame educativo a distanza. Insomma, scuole e famiglie hanno fatto un grande lavoro su questo fronte, pur sapendo che non è questa la vera scuola».
Nel frattempo, i comitati chiedono certezze.
«I comitati, con i quali abbiamo un confronto continuo dalla primavera scorsa, hanno avuto il merito di riportare la scuola al centro del dibattito. Ora l’auspicio è che si riparta senza interruzioni fino alla fine dell’anno scolastico, arrivando il prima possibile alla riapertura per tutti gli ordini».
Passando a settembre, quest’anno le iscrizioni alle elementari e alle medie sono andate avanti senza polemiche. Siete riusciti a risolvere i problemi di spazio?
«Abbiamo iniziato a lavorare con i dirigenti dei dieci istituti comprensivi molto prima della partenza delle iscrizioni, cercando di risolvere le criticità. In questo modo, siamo riusciti a “incrociare” le domande delle famiglie, lavorando allo stesso tempo in un’ottica di programmazione per i prossimi anni. È chiaro però che la pandemia e la necessità di avere spazi aperti e innovativi ci porta a fare una serie di ragionamenti sugli spazi scolastici».
Il sindaco Muzzarelli ha fatto l’ipotesi di una nuova scuola in centro, magari all’ex caserma Garibaldi. Modena potrebbe avere un undicesimo comprensivo?
«Quella che abbiamo avviato è un’ampia analisi, che tiene conto della situazione demografica e della distribuzione per età nei quartieri, e che parte dalla necessità di lavorare sugli spazi attuali, ampliando le strutture esistenti per dare risposte. Per quanto riguarda la caserma Garibaldi, la struttura è in centro, e quindi una valutazione di questo tipo è senza dubbio interessante...».
Tornando a quest’anno, ci sono altre due sfide: centri estivi e prolungamento.
«Per i centri estivi siamo al lavoro per garantire ai bimbi e ai ragazzi un’offerta ampia di attività estive di qualità. Abbiamo però bisogno di sapere con quali regole organizzare il servizio: per questo, proprio in questi giorni ho scritto alla vicepresidente della Regione Schlein. Sul prolungamento estivo la volontà è quella di aprire nidi e materne a luglio all’interno del sistema integrato “Modena zerosei”: nei prossimi giorni partirà il confronto sindacale per gli operatori del Comune». —
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