Bio-Bimat non si arrende Ricorso sul bosco del biometano
L’azienda porta il Comune e la Regione davanti al Consiglio di Stato Il sindaco pronto ad opporsi per la richiesta di bonifica dei rifiuti contestati
Francesco Dondi
CONCORDIA. C’era forse da aspettarselo perché la bocciatura al Tar dell’impianto di biometano non sarebbe comunque stato l’ultimo atto di una vicenda che da due anni tiene con le antenne dritte la comunità. Bio Bimat infatti non è intenzionata ad arrendersi e stavolta sceglie di fare ricorso al Consiglio di Stato sul famoso e vincolato boschetto che finora è stato un punto di forza di Comune e Regione. Attenzione però, il procedimento infatti riguarda i rifiuti trovati all’interno dell’area a ridosso dell’ex Kermar e non rispetto al progetto di realizzazione dell’impianto.
Ma è cosa nota che quel boschetto e quei rifiuti-non rifiuti sono uno dei capisaldi riscontrati dal Tar nel bocciare il ricorso dell’azienda. Ma andiamo con ordine: il 12 novembre 2020 il tribunale amministrativo rigetta l’istanza di Bio Bimat che chiede l’adozione delle misure necessarie per la rimozione dei rifiuti abusivamente abbandonati da ignoti nell’area di sua proprietà e per la conseguente condanna del Comune di Concordia. Perché Bio Bimat, attraverso la certificazione che vi siano dei rifiuti, punta a dimostrare nella Conferenza dei Servizi in quel momento ancora in corso nella sede di Arpae, che il boschetto non è proprio un polmone verde da tutelare bensì un insieme di arbusti con inerti al proprio interno.
Ma quella ricostruzione tecnica non trova alcun riscontro in sede di Valutazione di impatto ambientale che invece fa propria la posizione del Comune. Il tecnico del municipio, infatti, oltre a preannuncia una successiva ordinanza con la quale “si sarebbe provveduto alla raccolta e allo smaltimento del materiale abbandonato nell’area d’intervento, ha espressamente negato che detto materiale possa essere qualificato quale “rifiuto”, ulteriormente precisando che, in ogni caso, la bonifica del sito non avrebbe comportato l’abbattimento delle alberature”.
Ebbene, a distanza di mesi da quella sentenza, Bio Bimat ha deciso di opporsi nuovamente per vedere riconosciuto il proprio diritto alla bonifica da parte di altri, siano essi il Comune o un commissario nominato ad hoc. L’azienda non lo dice ma è piuttosto scontato pensare l’appello funzionale ad una strategia più ampia che punti poi a farsi concedere l’opportunità a realizzare il maxi impianto a biometano contro cui c’è stata un’imponente opposizione in paese. E anche per questo il sindaco Luca Prandini e la sua Giunta hanno scelto di opporsi, incaricando due legali – gli avvocati Federico Gualandi e Francesca Minotti – affinché rappresentino il Comune nell’udienza di fronte al Consiglio di Stato. —
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