Gli studenti del Fanti inventano la start up anti-spreco alimentare
Una start up per combattere gli sprechi alimentari e per valorizzare i prodotti delle aziende agricole che, altrimenti, rimarrebbero invenduti.
L’hanno progettata i 27 studenti della classe quarta C che ha partecipato al progetto nazionale sulla salvaguardia del germoplasma, ossia dei prodotti dell anostra terra, nell’era digitale. Progetto che include 19 scuole provenienti da tutta Italia.
Dopo aver raccolto informazioni e intervistato agricoltori ed esperti in innovazione, gli studenti hanno ideato una startup per la consegna di prodotti, anche di seconda scelta, degli imprenditori locali.
Quattro ragazzi della classe stanno prendendo parte a un hackathon, ossia una gara, sulla stessa tematica.
«Come servizio offriremmo anche la possibilità di abbonarsi mensilmente e ricevere delle cassette di frutta e verdura ogni settimana – spiega la studentessa Bianca Musani, referente del progetto – Il nostro obiettivo è stato fin dall’inizio quello di valorizzare i prodotti della nostra terra e, insieme, ridurre lo spreco alimentare. Inoltre, abbiamo potuto toccare con mano un mondo che non affrontiamo quotidianamente, apprendendone le nozioni affascinanti».
Per un paio di mesi si sono svolti incontri con esperti e agricoltori per mettere a punto le linee guida della start up. «Tramite il nostro sito è possibile vendere i prodotti dei contadini che altrimenti non arriverebbero sugli scaffali perché, magari, leggermente ammaccati – prosegue Bianca – Abbinato, inoltre, è previsto il servizio di consegna tra Carpi e Soliera. Così aiutiamo le piccole e medie aziende e minimizziamo gli spostamenti perché, secondo il progetto, ci muoviamo noi a bordo di un furgoncino».
Sempre due studenti del Fanti, poi, hanno preso parte al #DanteLab. Futura Dante #live – Iniziativa didattica dedicata alle celebrazioni per il 700esimo anniversario dalla morte di Dante.
Il Ministero ha finanziato anche un percorso di sperimentazione di Public Speaking e di Design Thinking per docenti legato al Piano Nazionale Scuola Digitale che ci vede come “scuola polo”. —
S.A.
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