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MIRANDOLA 

Golinelli: «Unione, quanto ci costi In 3 anni più spese per 1,5 milioni»

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MIRANDOLA. Domani sarà una giornata decisiva per il futuro dell’Unione e del finanziamento dei servizi visto che si voterà il bilancio. Guglielmo Golinelli, capogruppo della Lega in Consiglio, rilancia i costi che Mirandola deve accollarsi per garantire il funzionamento dell’ente.

«La Regione promuove la gestione associata e promuove, in via prioritaria le fusioni – dice in premessa il parlamentare – Principio che, come detto più volte, è stato totalmente disatteso da Ucman, dove al 18° anno di età, i servizi conferiti da tutti i Comuni sono solo 15 su 29, con l’ente in “fase di avvio” cioè al primo dei tre stadi di sviluppo. La fusione, col raggiungimento del comune unico, sarebbe un’ottima iniziativa in linea teorica, ma è utopia, in quanto è evidente che i Comuni a guida Pd sono i primi a non crederci, e anche di fronte all’uscita di Mirandola, hanno dimostrato di infischiarsene, non conferendo i servizi».

Golinelli entra poi sul fronte costi: «È su questo fronte e sull’efficienza che c’è il dato più tragico dell’Unione: infatti Mirandola ha speso in maggiori trasferimenti circa 250mila euro nel 2019 rispetto al 2018, nel 2020 circa 265mila, mentre quest’anno se ne prospettano altri 290mila e 191mila nel 2022. Gli aumenti degli anni passati si sommano alle nuove risorse richieste: conti alla mano e compreso quest’anno, l’Unione è costata solo a Mirandola 1.5 milioni di maggiori spese dal 2019 al 2021, soldi pagati dai mirandolesi e senza che nessuno si sia accorto di aver ricevuto servizi migliori».

Golinelli poi porta anche alcuni esempi sui morosi. «Nel caso dei servizi scolastici, conferiti in Unione nel 2017, come mense, asili e scuolabus, negli ultimi tre anni fino al 2020 si è creato un ammanco di 275mila euro per morosità, pari a circa il 10% delle rette. Ucman non ha dato alcuna soluzione né sul contrasto dei morosi né sul recupero degli insoluti, ma si è limitata solo a chiedere maggiori risorse a Mirandola o a alzare le rette».

La critica, infine, si sposta ai ridotti trasferimenti regionali. «Ai costi folli bisogna anche aggiungere i 700mila euro di contributi regionali persi – conclude – Con il pieno conferimento dei servizi, si poteva arrivare a 1.4 milioni nel triennio 18-20 come nella vicina Unione Terre d’Argine, mentre Ucman si è fermata a metà, cioè 700mila circa. Il dato è che Mirandola paga per tutti, infatti col 28% degli abitanti paga mediamente il 38% dei costi in carico ai comuni, con servizi, come la Polizia locale, dove si arriva a quasi il 50%. È una struttura che un qualsiasi bravo imprenditore avrebbe messo in liquidazione. Il Pd chiede quanto costa l’uscita, la risposta è: quanto ci costa piuttosto l’Unione, e quanto ci costerà rimanerci dentro più a lungo». —



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