«Meritiamo un ospedale di primo livello» Sì al piano di rilancio con i fondi europei
Il Consiglio chiede unanime un “nuovo inizio” per adeguare la struttura a un bacino di 50mila persone. Ecco tutti i nodi
Daniele Montanari
Pavullo. Sì al ripristino del Punto nascita, ma non solo: a Pavullo c’è bisogno di un piano di rilancio dell’ospedale a 360 gradi, che faccia leva sul Recovery Fund. È quanto ha chiesto il Consiglio sottoscrivendo all’unanimità la mozione del civico Davide Venturelli con un’analisi dei bisogni della struttura mai così articolata, tanto da meritarsi un plauso bipartisan. Ma non sono mancati accesi scambi di vedute.
Innanzitutto Venturelli ha chiesto l’innalzamento di Pavullo a ospedale di primo livello, considerandolo riferimento per un bacino di 50mila persone (comprendendo anche Zocca e Montese) che d’estate poi cresce sensibilmente con i turisti. Quindi lo stop ai primari a scavalco: «Il fallimento dell’esperienza è evidente – ha sottolineato – il Comitato mamme disse che un reparto senza primario è come un Comune senza sindaco: il paragone è calzante, guardando cosa è avvenuto col Punto nascita. E con l’accorpamento di Ortopedia e Chirurgia: sono stati persi 20 posti letto e a Pavullo non si fa più chirurgia d’emergenza. Il primario è il responsabile della pianificazione: se è su più strutture, inevitabilmente ne penalizzerà una a vantaggio di un’altra». Ecco quindi la richiesta di riottenere tutti i primariati di una volta: Chirurgia, Anestesia, Medicina, Ortopedia, Pediatria, Ostetricia e Ginecologia. Ovviamente in reparti con organici e strumenti adeguati. Necessari poi l’attivazione della terapia semi-intensiva post operatoria e lo sviluppo della chirurgia protesica come una volta. Ma serve anche il potenziamento della specialistica ambulatoriale, nonché dei servizi di lungodegenza e riabilitazione (anche in collaborazione con Villa Pineta), così come dell’assistenza agli anziani tramite una Casa della Salute. Questo e altro, passando dall’assunzione di personale oltre il turnover. Il tutto, «mediante l’apertura di un tavolo con le amministrazioni del distretto di Pavullo, con il coinvolgimento di Regione, Ausl e comitati, con finalità progettuali e operative. Perché gli interventi che si stanno facendo ora sull’ospedale risalgono alla vecchia progettualità del Pal 2011».
Il sindaco Biolchini ha garantito che si farà portavoce delle istanze, facendo presente alcuni aspetti in base alla risposta Ausl su questi punti (vedi a lato). «Condivido tutte le richieste di Venturelli – ha detto – ho sempre raccolto qualsiasi possibilità per il potenziamento dell’ospedale: ricordo che nel 2017 in Conferenza sociosanitaria fui l’unico ad astenermi sulla chiusura del Punto nascita». «E fu astensione e non contrarietà – ha osservato il capogruppo Gianluca Vignocchi – per non bloccare altri importati investimenti sull’ospedale».
«Biolchini dice di aver fatto tutto il possibile sull’ospedale, ma sua battaglia più importante l’ha fatta astenendosi: io credo ci volesse più vigore – ha commentato Stefania Cargioli (Pd) – mentre ancora una volta ci troviamo a parlare di ospedale solo su richiesta dell’opposizione. Com’è stato a luglio con la nostra mozione, parimenti approvata ma rimasta senza seguito. Così com’è sempre stato dal 2016 sull’ospedale: una cosa avvilente. Speriamo che sia la volta buona: appoggiamo convinti il documento di Venturelli. Sono assolutamente d’accordo: i primari a scavalco sono stati un errore. Lo dimostra il fatto che nell’altra periferia della provincia, a Mirandola, oggi hanno solo primari dedicati». —
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