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Quel parco di Fossoli pagato 1,1 milioni ma mai realizzato «Diteci la verità»

Serena Arbizzi
Quel parco di Fossoli pagato 1,1 milioni ma mai realizzato «Diteci la verità»

Il “Peter Mar” deve diventare una zona eco-tecnologica Bonzanini incalza: «Se ne parla da 10 anni ma è fermo»

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Serena Arbizzi

Un parco costato ai cittadini oltre un milione di euro senza che il progetto sia mai decollato; a ciò si aggiungono i proventi dalle multe che raddoppiano dal 2020 al 2021. Sono questi i temi che hanno tenuto maggiormente banco durante il dibattito sul bilancio e il documento unico di programmazione del Consiglio Terre d’Argine.

Il primo, il “parco eco tecnologico didattico “Peter Mar”, che avrebbe da anni dovuto vedere la luce è finito nel mirino della Lega. «Questa iniziativa è stata annunciata anni fa ed è costata ai cittadini 1.1 milioni di euro (di cui 800mila dalla Regione e 300mila dalla Provincia), senza aver mai visto la luce – attacca il consigliere Giulio Bonzanini – Un progetto di cui si parla dal 2004 e di cui venne ribadita la realizzazione nel 2018, da parte dell’allora assessore Tosi, che in questo bilancio vede confermati trasferimenti per 22.500 euro. Soldi di cui non si capisce la finalità e che si aggiungono alle ingenti somme precedentemente investite senza nessun beneficio per la comunità».

Il caso arriva anche in Regione, tramite un’interrogazione firmata dai consiglieri del Carroccio Stefano Bargi e Simone Pelloni. «Da più di dieci anni – scrive Bargi – si parla della nascita del progetto del Parco eco-tecnologico Peter Mar, a Fossoli, in via Remesina esterna, per il recupero di materia dai rifiuti».

Si tratta di un’area di 15mila metri quadrati, dotata di un centro servizi, che “sarebbe dovuto diventare un centro multifunzionale di supporto alle attività del parco: dalla didattica alla formazione, fino alle mostre sul recupero dei rifiuti”. Il progetto, continua il consigliere Bonzanini, è stato promosso da Provincia di Modena, Comune di Carpi, Unione Terre d’Argine e Aimag e ha beneficiato di un finanziamento di 800mila euro dalla Regione Emilia-Romagna a cui si è aggiunto un contributo di 300mila euro della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi”.

L’interrogazione chiede quindi chiarimenti alla giunta sul rispetto del Comune di Carpi delle prescrizioni contenute nella delibera: se risultassero disattese, ciò comporterebbe la revoca di 800mila euro. Nell’atto si chiedono, inoltre, le responsabilità e il finanziamento della realizzazione del parco e se la Regione intende contribuire.

Sulle multe, il consigliere Bonzanini rileva “come da 1 milione e 730mila euro del 2020 (in lieve calo rispetto al 2019 per il minor traffico dovuto alle restrizioni), si passi agli oltre 4 milioni di euro previsti nel 2021, che diventano circa 5 milioni già dal 2022, con un aumento di ben tre volte in altrettanti anni (tra l’altro, con una percentuale di insoluti e mancate riscossioni pari al 47%). «Merito” (se così si può dire) di questi numeri è indubbiamente del progetto “Unione strade sicure”, che prevede in questi anni l’installazione di circa 50 dispositivi di rilevazione della velocità, alcuni dei quali in strade extraurbane con limiti ribassati a 50 chilometri orari per la carente condizione del manto stradale su cui, invece, non si è evidentemente intenzionati ad intervenire. A questo, si aggiunge inoltre l’installazione di ulteriori photored in diversi incroci cittadini. Per questi motivi, troviamo scorretto – conclude Bonzanini – e piuttosto ipocrita che si parli di sicurezza e progetti, dal momento che si preferisce sanzionare e incassare, piuttosto che fare un’adeguata e doverosa prevenzione, a beneficio sia degli automobilisti che, soprattutto, degli utenti più a rischio, come pedoni e ciclisti». —

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