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Addio a Malaguti, aveva sconfitto il sisma

F.D.
Addio a Malaguti, aveva sconfitto il sisma

Il 72enne era uscito per un giro in campagna: «Uomo straordinario, aveva questa passione per la caccia di selezione»

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SAN FELICE. La terra smossa davanti alla sua abitazione dimostra come ancora i lavori non fossero terminati. Ma Giuliano Malaguti quella casa l’aveva rivoluta con forza ed era riuscito a rientrarci da pochissimi mesi. Il terremoto aveva tentato di sconfiggere lui e la sua famiglia, allontanandolo da via Villa Gardè, ma a distanza di oltre otto anni la tenacia dei vari proprietari aveva avuto la meglio. E così a ridosso del Natale tutti erano rientrati, ritrovando quei rapporti di buon vicinato persi. E la grande casa rosa dista poche centinaia di metri dal canale Sabbioncello dove il 72enne ha perso la vita domenica pomeriggio. La sua jeep, al termine di una manovra in retromarcia, è precipitata in acqua. Quale sia stata la causa non è ancora chiaro tanto che il pubblico ministero Francesca Graziano ha disposto un esame esterno della salma per valutare se vi siano particolari segni, che possano eventualmente sostanziare l’ipotesi di un malore. Se così non fosse allora prenderebbe sempre più corpo la teoria di un drammatico e fatale errore umano.

«Era una persona molto tenace – ammette un amico – Tornare nella sua casa del terremoto gli aveva dato tanta energia. Lo si vedeva spesso lavorare in giardino, ma non aveva perso la passione per la campagna dove ogni giorno andava con la sua jeep».

Malaguti era infatti un coadiutore, uno specialista della caccia di selezione. Si spingeva in aperta campagna alla ricerca di alcuni tipo di animali: nutrie e volpi soprattutto. Una passione che lo aveva fatto conoscere tra gli agricoltori della zona, che lo lasciavano entrare nelle loro proprietà proprio perché si fidavano. E domenica pomeriggio, in auto, era arrivato fino a ridosso del ponticello del cavo Sabbioncello dove si era intrattenuto a chiacchierare con un paio di persone prima di ripartire probabilmente per fare rientro a casa.

Malaguti aveva concluso la propria giornata e accanto a sé aveva il fido fucile. L’arma è stata recuperata dai vigili del fuoco e dalla polizia locale dell’Area Nord, che anche ieri – dopo che l’altro pomeriggio era stato dragato il canale con l’aiuto dei sommozzatori – ha effettuato alcuni accertamenti per verificare che non vi fossero altri fucili nella jeep, ma fossero tutti custoditi regolarmente a casa.

Già oggi, salvo cambi di programmi o dubbi degli specialisti dell’istituto di Medicina legale del Policlinico di Modena, la salma del 72enne dovrebbe essere liberata affinché la moglie Maura con i figli Sandro “Mefisto” e Davide possano organizzare il funerale dell’ex lavoratore della Dal Monte e storico artigiano di San Felice. —

F.D.

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