Assolto Beppe Signori «Nessuno mi ridarà questi dieci anni ma adesso è finita»
Il giudice: non partecipò a combine per partite truccate L’innocenza emersa dopo la rinuncia alla prescrizione
Carlo Gregori
«Assolto!» Esce dal tribunale e agita un pugno secco in aria come se avesse fatto gol. Il fatto non sussiste: Beppe Signori è stato assolto, proprio come aveva chiesto la Procura alla luce delle testimonianze emerse nel dibattimento. «È finita finalmente! Ora guardiamo avanti». Così su Instagram Beppe Signori esulta per essere stato assolto in primo grado, dal Tribunale di Modena, dall’accusa di aver preso parte alla presunta combine di due partite nel 2011. «Volevo la verità e uscire a testa alta», ha commentato l’ex attaccante uscendo dal tribunale dopo che il giudice Francesco Cermaria ha letto la sentenza. «Sono passati dieci lunghi anni, che non mi restituirà più nessuno. Ma sono un combattente nato. La rinuncia alla prescrizione? La prescrizione avrebbe lasciato sempre un’ombra di dubbio, cosa che io e il mio avvocato non volevamo. Fino alla fine - ha aggiunto - ho lottato e siamo riusciti ad ottenere il massimo». Esulta di gioia il campione di calcio radiato da dieci anni dalla giustizia sportiva. Abbraccia il suo avvocato Patrizia Brandi che tenacemente l’ha difeso in tutto questo tempo attraverso il labirinto di un’inchiesta nata dieci anni fa a Cremona e che ha avuto numerosi andirivieni tra i tribunali. Ora il caso è chiuso: prescrizione a Cremona per il processo generale (e più generico), assoluzione a Piacenza e ora assoluzione a Modena. Un’assoluzione voluta con tenacia: uno dei rari casi di imputati che hanno voluto rinunciare alla prescrizione per riavere il suo onore con la proclamazione di innocenza da parte dei giudici in una storia che lo ha infangato e dalla quale si è sempre dichiarato estraneo. Ed la fine anche del processo modenese durato anni, con alcune testimonianze e tante prescrizioni pienamente godute anche di nomi importanti, come l’ex patron del Siena Mezzaroma. «Ora possiamo finalmente andare di nuovo davanti al giudice sportivo e, alla luce di queste assoluzioni, chiedere la revisione della radiazione. Beppe ne ha pieno diritto», dice il suo avvocato Brandi mentre il campione viene festeggiato da un mini gruppo di ammiratori e da passanti che lo riconoscono in corso Canalgrande davanti al Palazzo di Giustizia. Ora è chiaro che Signori non ha mai avuto a che fare con combine e partite truccate. Tanto meno quelle che gli attribuivano nelle “mandrakate” i soliti “ben informati” di un mondo di ciarlatani e imbroglioni come quello delle scommesse clandestine. Niente lo collega a quelle voci che, spendendo il suo nome autorevole, servivano ovviamente a fare pressioni sugli scommettitori: se l’aveva fatto lui, figuriamoci, quella partita era cosa fatta, dicevano. Ma non era così. Non ha partecipato a nessuna manipolazione, tanto meno a quelle di Modena-Siena (1-0) e Sassuolo-Modena (pareggio). Dieci anni fa l’arresto, ora la riabilitazione. In futuro, la voglia di ricominciare nel mondo sportivo senza chiacchiere velenose alle spalle, ma in modo solare, forte di queste assoluzioni. «Nei confronti di Beppe ci fu un giudizio sommario da parte del giudice sportivo, ma non fu certo casuale – spiega la Brandi - si basava sulla documentazione mandata all’epoca dalla Procura di Cremona. Adesso abbiamo tante cose in più che dimostrano la sua innocenza e per questo abbiamo rinunciato alla prescrizione ». «Sin dall’inizio ho avuto il sostengo del mio avvocato – aggiunge Signori – non mi reputo un presuntuoso ma cercavo la verità e di uscire come sempre a testa alta. Il mondo del calcio mi ha lasciato solo cose positive, ora che abbiamo risolto i problemi con la giustizia, vorrei rientrare». —
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