«Palazzo Caleffi, tassello di storia torna alla città»
Il recupero di Palazzo Caleffi da parte dell’imprenditore Jemal Tajeddine riempie d’orgoglio i carpigiani che da anni lo vedono chiuso.
«Palazzo Caleffi, il cui nome proviene dalla famiglia che abitò qui dal XVII al XVIII secolo, trova le sue origini già dalla configurazione urbanistica altomedioevale, tradotta poi in un episodio architettonico che appartiene al programma di rinnovo urbano voluto dallo stesso Alberto Pio – spiega l’assessore all’Urbanistica Riccardo Righi – Da note storiche, scambi di lettere e ricostruzione delle cartografie d’epoca il palazzo in questione sembra essere voluto da Lionello Pio, fratello di Alberto, che avrebbe espresso l’interesse di acquistare e riqualificare l’intero insediamento a partire dalla torre di Lello. Il complesso, oggetto di un’articolata evoluzione storica, ha trovato ampio interesse dell’amministrazione che ha accompagnando i proprietari all’interno del piano di ricostruzione post sisma, configurando l’intervento come un’ordinanza 32 nel comune obiettivo di restituire alla città un importante testimonianza del suo trascorso. Il progetto prevede il completo ripristino delle facciate esterne e il recupero degli spazi interni. Una straordinaria occasione di rigenerazione urbana capace di restituire un tassello della storia cittadina». Sia la porzione acquistata dall’imprenditore Tajeddine, sia le dimore Valenti e Severi appartengono al complesso di Palazzo Caleffi. —
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