«M5S, ora più peso ai territori E sui mandati deciderà Conte»
L’entusiasmo dei parlamentari modenesi per la leadership dell’ex premier Lanzi: «Terza legislatura? Qualcuno di noi non meritava nemmeno la prima»
Luca Gardinale
Questioni di passione. Un sentimento che ha sempre animato la politica dei Cinque Stelle, ma che aveva bisogno di essere riscoperta dopo un momento buio. Lo sanno bene i parlamentari modenesi del Movimento, che hanno accolto con entusiasmo il primo discorso di Giuseppe Conte da leader pentastellato. «Le parole di Conte - commenta l’onorevole Stefania Ascari - hanno risvegliato in tutti noi una passione e un orgoglio da troppo tempo sopiti. Da presidente del Consiglio ha svolto un lavoro incredibile, e ora si appresta a guidare un nuovo Movimento: la politica ha senz’altro bisogno di un nuovo linguaggio, libero da violenza e insulti, un linguaggio che sappia volare alto e parlare di diritti e di opportunità». Un entusiasmo condiviso anche da Maria Laura Mantovani, senatore di Carpi: «Un plauso alle parole di Conte - queste le sue parole - che ha ben presentato i punti fermi di quella che diventa la nostra Carta dei valori. Il rispetto della persona, l’ecologia integrale, la giustizia sociale, il principio democratico negli istituti rappresentativi e in quelli diretti, il rispetto della legalità, l’importanza dell’etica pubblica e della cittadinanza attiva, la carta dei diritti dei piccoli imprenditori e delle persone con disabilità, i diritti digitali e quelli dei consumatori, nonché un percorso comune europeo. E il M5S potenzia anche la propria capacità di accoglienza: saremo ancora più aperti alla società civile e inclusivi. Altra cosa che apprezzo molto - incalza Mantovani - è l’intenzione di creare una struttura più efficace ed efficiente, dai livelli nazionali fino ai territori locali; come caratterizzarla lo si deciderà insieme. Bene anche la conferma dell’importanza che continueremo a dare alla democrazia diretta e ai suoi strumenti».
Dello stesso avviso anche il senatore formiginese Gabriele Lanzi: «Conte - spiega - ha tracciato nel solco delle nostre stelle il quadro che raffigurerà il Movimento negli anni a venire. Sono molto soddisfatto delle sue parole di unità, coinvolto per il progetto di rinnovamento e grato per il fatto che si sia messo a disposizione. Senza rinnegare il passato, ora deve cambiare il linguaggio. Gli abbiamo chiesto di fare presto - aggiunge Lanzi - per darci quella struttura ufficiale che ci manca per dare la giusta considerazione ai territori che hanno la necessità di avere dei punti di riferimento certi e riconosciuti. Io sono anche facilitatore regionale agli affari interni, carica che al momento ancora esiste, ma che nella riorganizzazione potrebbe cambiare con declinazioni provinciali. Sono disponibile a proseguire, ma allo stesso tempo pronto a mettermi a disposizione per come ci si vorrà strutturare. Sul secondo mandato - incalza - dovremmo stare zitti e lasciare decidere Conte. Io sono al primo mandato, ma non è scritto da nessuna parte che se ne debba fare necessariamente un altro. Ora c’è la regola dei due mandati, difesa anche dal garante: non mi scandalizzerei se, pur mantenendo il limite, venissero concesse delle deroghe. Non sono appassionato a questo tema - chiude Lanzi - ma vorrei ricordare che certi abbandoni hanno dimostrato che abbiamo eletto persone che non avrebbero meritato nemmeno il primo mandato ». —
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