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Parrucchiere ed estetiste in rivolta contro gli abusivi

Parrucchiere ed estetiste in rivolta contro gli abusivi

Flash mob organizzato da Cna davanti al municipio: «È una concorrenza sleale e un pericolo per la salute chiamare operatori a casa»

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Pavullo. Flash mob di protesta ieri a Pavullo per parrucchiere ed estetiste contro l’abusivismo di professionisti che in questo periodo di chiusura fanno servizio a domicilio, con tutte le conseguenze del caso.

L’iniziativa organizzata dalla Cna (presente il responsabile Appennino Andrea Vecchiè assieme a Maria Luana Franzoni, presidente del settore Benessere e Sanità, e Maria Luisa Burani) ha visto la partecipazione di attività da Serramazzoni a Pievepelago, nonché del sindaco Luciano Biolchini e del vice Daniele Iseppi. Davanti al municipio sono stati esposti emblematici striscioni di richiamo alle regole.

«Intanto è una questione di salute – ha sottolineato Franzoni – perché a domicilio non ci sono certo le (costose) disposizioni di sicurezza che abbiamo adottato nei negozi. Poi economica, perché chi si rivolge a queste persone che lavorano in nero danneggia chi rispetta le regole, che finora ha visto ristori al 2%. E ancora una volta l’occupazione femminile. Le istituzioni devono attivarsi per fare più controlli, non si può andare avanti così». Iniziative simili sono già andate in scena a Formigine, Sassuolo, Carpi e Mirandola.

«Ci chiediamo anche perché a noi è imposto il blocco mentre la medicina estetica è libera di operare, incrementando l’attività a nostro danno» ha osservato Salvatore Spartano di Formigine. Ovviamente di fondo anche la richiesta di poter riaprire al più presto i saloni: «Il 90% delle attività è aperto, ci sono solo pochi penalizzati: è un meccanismo assurdo».

«Soprattutto perché – ha precisato Michela Lorenzi della Cesy Equipe di Serra – si è visto chiaramente che le chiusure non incidono sull’indice Rt dei contagi: il nostro sacrificio è vano. Abbiamo attrezzato le nostre attività con tutto ciò che serve per la sicurezza, seguendo le rigide prescrizioni delle associazioni di categoria: è profondamente ingiusta la chiusura. E la concorrenza sleale fa ancora più male».

«Abbiamo riscontri che mostrano un preoccupante aumento sul territorio dell’abusivismo in questo settore – ha confermato Iseppi, con delega al Commercio – visto che i controlli sono difficoltosi nell’ambito di attività svolte in proprietà privata, invitiamo i cittadini a segnalare. Il loro contributo è fondamentale in questo e anche nel senso di responsabilità: pensate al danno che subiscono le persone che vi hanno sempre seguito in tanti anni. E che, come ho avuto modo di sperimentare, rispettano davvero tutti i protocolli». —

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