Gazzetta di Modena

Modena

aveva 72 anni, oggi i funerali 

Addio a Marco Giorgetti per anni a caccia di ladri d’auto

S.C.

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Cordoglio tra il personale della Polizia per l’improvvisa scomparsa del collega Marco Giorgetti, 72 anni, deceduto ieri per una grave malattia. Lascia la moglie Gabriella, la figlia Francesca e l’amatissima nipote Giulia Agata.

I funerali si terranno questa mattina alle 11.30 nella chiesa di Lesignana. «Lo ricordiamo come un collega capace e un gran lavoratore, questo è un momento di cordoglio per tutti noi», è il pensiero di Primo Salucci, presidente modenese dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato, che negli anni ‘70 e ’80 lavorò con lui fianco a fianco nella Squadra Mobile e nelle Volanti.

Originario di Lucca, dopo l’arruolamento e la scuola di formazione a Vicenza, Giorgetti si trovò catapultato a Reggio Calabria, nei sette mesi di guerriglia in cui l’estrema destra catalizzò lo scontento popolare trasformando la città in un campo di battaglia. «Una guerra civile», sintetizzò anni più tardi con i colleghi quello di cui era stato testimone.

Ma per tanto era parsimonioso di parole altrettanto era estroverso nei rapporti personali. Appassionato di calcio sin da giovanissimo, quando giocava nelle formazioni giovanili in Toscana, aveva mantenuto anche a Modena il suo interesse per lo sport, diventando in breve un pilastro della squadra di calcio della Questura e nei tornei amatoriali.

Alto e dinoccolato correva sulla fascia spiazzando gli avversari.

Ma era nell’attività di investigatore quella in cui metteva insieme le sue doti. Metodo, attenzione e cura dei dettagli lo resero insostituibile nella “Sar” sin dalla sua costituzione. Con lui la Squadra Auto Rubate, la Sar per l’appunto, nella sede di via Saragozza era diventata una sorta di branca a sè stante; lui ne fu il responsabile unico, imparando a riconoscere da un’effrazione la mano di chi poteva essere il responsabile. Un’attività criminale, quella dei furti d’auto, oggi diventata marginale con la criminalità tutta dedita ai ben più redditizi traffici di droga e armi. Ma negli anni ’70 e ’80 a finire rubate non erano solo le auto da usare per le rapine o quelle di lusso. Pure berline e utilitarie parcheggiate in strada potevano finire nel mirino dei ladri per i pezzi di ricambio piuttosto che per le esportazioni di contrabbando. Eppure i successi di Giorgetti nell’assicurare i responsabili alla giustizia furono tali che rimase sempre il responsabile indiscusso della squadra. —

S.C.



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